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#RoccheEstensi

La Rocca Possente di Stellata una fortificazione per bloccare le flotte ostili

Sorto sulla sponda meridionale del fiume Po, il presidio fortificato di Stellata costituiva con quello di Ficarolo, situato sulla riva opposta, il più rilevante sbarramento fluviale del ducato in grado di bloccare il passaggio delle navi mediante una catena di ferro che all'occorrenza poteva essere tesa tra i due forti. Il dispositivo militare così congegnato non solo consentiva il controllo dei balzelli imposti per la navigazione commerciale ma permetteva altresì di respingere le flotte ostili che risalendo il fiume minacciavano l'entroterra.

L'odierno aspetto della Rocca Possente di Stellata sembra il risultato di un'intricata sequenza di fasi costruttive e di demolizioni tanto che non è ancora completamente chiaro se la sua attuale configurazione sia principalmente il frutto di un intervento cinquecentesco di matrice estense o piuttosto l'esito di una risistemazione attuata per ordine pontificio durante la prima metà del secolo successivo.

Foto: Samaritani (Comune e Provincia di Ferrara)

Il dispositivo militare composto dai fronti contrapposti di Stellata e Ficarolo, rispettivamente collocati sulla riva meridionale e quella settentrionale del fiume Po rappresentò per gli Estensi un caposaldo irrinunciabile per il controllo della navigazione che dall'Adriatico muoveva nell'entroterra padano.

Le prime notizie che segnalano un intervento estense per il rafforzamento della piazzaforte di Stellata sembrano risalire al 1362 quando Nicolò II d'Este si risolse di edificare in luogo di una fortificazione preesistente la cosiddetta Rocca Possente, contemporaneamente, il marchese di Ferrara promosse la risistemazione delle strutture difensive di Ficarolo, identificate da quel momento come Rocca Benedetta. Nel 1433 Nicolò III d'Este ordinò nuovi interventi di potenziamento sulla Rocca Possente, che proprio a partire da quel periodo sembrò assumere la denominazione di Stellata, molto probabilmente in riferimento ai palancati posti a difesa del presidio.

Nel 1510 il fortilizio fu incendiato dai Veneziani. Occorrerà aspettare il 1557 perché Ercole II d'Este ordini la riedificazione della rocca che solo trent'anni dopo venne atterrata per ordine di Alfonso II d'Este. Nel 1629, il pontefice Urbano VIII decise di edificare una nuova fortificazione. L'entità e la consistenza della sequenza di interventi messi in campo tra il secondo Cinquecento e il primo Seicento, e di conseguenza la datazione dell'attuale struttura materiale, restano interrogativi non ancora pienamente risolti.

La prima fonte iconografica che può dar conto della configurazione sommaria della rocca risale solo al 1483 quando il Sanudo la rappresenta come un complesso quadrangolare con quattro torri ai vertici, privo di fossato, e completato sul fronte fluviale da un bastione rafforzato con due torri. Oggi la rocca si caratterizza per una planimetria a stella, secondo una configurazione che avrebbe dovuto contrastare i progressi delle moderne armi da fuoco. Le mura, poste di sbieco e impostate su una base a scarpa coronata da cordolo, sono sormontate da beccatelli su cui insistono i merli e i sostegni della copertura, mentre ai vertici sono collocate quattro guardiole cilindriche. Su ciascuno dei quattro fronti si aprono cinque finestrelle quadrangolari e sul lato orientale si trova una scala esterna impostata su un arco rampante che consente l'accesso al primo piano. Almeno a partire dalla seconda metà del Seicento la fortezza fu inoltre rafforzata grazie ad un circuito di bastioni di cui oggi non resta però alcuna traccia.

Foto: Baraldi (Comune e Provincia di Ferrara)
Foto: Baraldi (Comune e Provincia di Ferrara)

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