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La Rocca di Reggiolo irrinunciabile avamposto militare dei Gonzaga

Durante il Duecento il Comune di Reggio spese imponenti risorse per fortificare il Castello di Reggiolo con lo scopo di farne una testa di ponte protesa alla difesa dei sui confini settentrionali. Proprio l'alto valore strategico del sito, posto in prossimità della riva destra del fiume Po, ne fece un'irrinunciabile obiettivo di conquista da parte di Mantova. Già all'aprirsi del Trecento il castello era passato sotto i Gonzaga che lo tennero fino al Settecento inoltrato, quando per un breve periodo entrò a far parte degli Stati Estensi.

La configurazione della fortezza, frutto di una sequenza di trasformazioni basso-medievali, ruota attorno alla possente torre centrale a pianta quadrangolare, isolata all'interno di un cortile quadrilatero serrato da alte cortine merlate con torri poste ai vertici e aperte verso l'interno del complesso. Al centro del fronte meridionale è ricavato un portale archiacuto sovrastato da una sesta torre che non sporge dalla linea della cortina. Di particolare interesse appare il confronto morfologico tra le due torri angolari poste ai vertice del fronte meridionale, accomunate da una pianta quadrangolare sporgente, e le due poste agli angoli del lato settentrionale, caratterizzate da angoli esterni smussati con piante quadrilatere ruotate di 45°.

Foto: Riccardo Falavigna

Il Castello di Reggiolo, ha origine da un primitivo nucleo fortificato attestato già nel XI secolo e consistente in una torre isolata eretta in corrispondenza di un'altura artificiale. Nel 1044 il fortilizio si aggiunge a quelli già sotto il controllo della famiglia Canossa. Durante il Duecento Reggiolo gravita sotto il dominio del Comune di Reggio Emilia che nel 1213, promuove la costruzione di un nuovo castello nei pressi del fortilizio preesistente, favorendo al contempo il popolamento dell'insediamento fortificato.

La campagna fortificatoria di Reggio viene ritenuta sintomatica di una politica altamente offensiva da parte dai Mantovani che vedono un avamposto militare sorgere in prossimità della fascia di confine. Nel 1223 le tensioni sfociano nell'intervento militare delle truppe mantovane che portandosi a Reggiolo lo devastano. Le distruzioni apportate da Mantova sollecitano il Comune di Reggio a rafforzare le difese preesistenti contribuendo a fare del castello un avamposto militare irrinunciabile per la difesa del confine settentrionale, così già nel 1223 si provvede a sopraelevare il mastio e l'anno successivo si mette mano alla costruzione di un “batifredo” rivolto a mezzogiorno.

Foto: Alessandra Petocchi

Nel 1242 viene realizzata una strada diretta che collega la città di Reggio a Reggiolo e nuove risorse vengono concentrate per le fortificazioni: sembra chiaro che la struttura del centro fortificato si divida in due aree ben distinte, quella del castello, posta a difesa delle case e quella della rocca a vocazione essenzialmente militare, potenziata con un'alta torre e protetta da un perimetro difensivo munito di fossato.

Nel 1265 la famiglia Sessi, che guidava la fazione dei ghibellini cacciati dalla città di Reggio dopo conflitti intestini, occupa il castello di Reggiolo vendendolo poi ai Cremonesi che l'anno seguente lo concedono ai Reggiani dietro compenso. Reggiolo resterà al centro di continui conflitti venendo occupato dalle truppe di Obizzo d'Este (1290), dai Mantovani (1298), da Azzo VIII d'Este (1304), dall'esercito congiunto di Mantova e Verona (1306) e da Passerino Buonacolsi di Mantova (1317). Alla morte del Buonacolsi, sopraggiunta nel 1328, il castello passa ai Gonzaga che promuovono il potenziamento delle fortificazioni, i signori di Mantova vengono inoltre legittimati dall'imperatore Carlo IV di Lussemburgo che concede loro il feudo di Reggiolo nel 1354. Nel 1370 i Gonzaga ordinano la sopraelevazione di circa 4/5 metri delle torri e delle cortine che vengono fornite di merli, nel 1405 la torre viene dotata di una scala utile per armare la struttura con bocche da fuoco.

La torre centrale è nuovamente oggetto di interventi nel 1470 quando viene restaurata dall'architetto di corte Luca Fancelli. La proprietà di Reggiolo resterà nelle mani ai Gonzaga di Mantova fino all'estinzione della famiglia nel 1632, quando il castello passerà a Ferrante III Gonzaga Duca di Guastalla. Dopo la morte dell'ultimo discendente dei Ferrante III (1746) Reggiolo entra nei domini di Maria Teresa d'Austria passando sotto il controllo dei Borbone. Nel 1848 il castello di Reggiolo diventa parte del ducato estense di Modena e Reggio. Dopo l'Unità d'Italia il fortilizio viene ceduto dallo Stato al Comune di Reggiolo.

Testo a cura di Davide Mangolini

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