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#RoccheEstensi

La Rocca di Cesarana un piccolo centro fortificato potenziato dagli Este

In mancanza di studi stratigrafici che aiutino a stabilire una cronologia attendibile alle diverse fasi di crescita e trasformazione della rocca di Cesarana, si può ipotizzare che la fondazione dell’edificio risalga al X-XI secolo con significative aggiunte risalenti al XIV e soprattutto al XV secolo, quando l’edificio incorporò anche le funzioni di sede amministrativa del governo periferico degli Estensi. La rocca, oggetto di restauri nel recente passato, si presenta come insediamento di piccole dimensioni costituito dalla struttura fortificata di forma vagamente circolare con cortine munite di piccole cannoniere, al cui centro si trova la chiesa romanica di Sant'Andrea, il campanile e la sagrestia. Il complesso monumentale è ben conservato e la sua collocazione paesistica molto favorevole lo rende uno dei più interessanti piccoli centri fortificati tardo medievali della valle del Serchio.

Foto di F. Ceccarelli

Foto di F. Ceccarelli

Le singolari condizioni geopolitiche a cui è stata sottoposta la comunità di Ceserana nei secoli hanno determinato la sua particolare conformazione di centro fortificato. La presenza della chiesa romanica di Sant’Andrea testimonia un radicamento antropico molto antico, documentato con certezza fin dalla bolla papale di Alessandro II del 1168 e nel registro lateranense del 1192 (curtem quae dicitur Cicerana cum ecclesia Santi Andreae). Il castello di Ceserana fu considerato un presidio militare lucchese di primaria importanza (noto come Ciciorana Castello nel 1308) e accrebbe il suo valore strategico non appena passò sotto al controllo degli Estensi, che la potenziarono proprio per contrastare la presenza lucchese a Lupinaia, centro distante solo poche centinaia di metri dal primo. Significativi lavori di fortificazione furono avviati da Borso d’Este e conclusi da suo fratello Ercole I tra 1467 e 1474, rinforzando le murature alle cortine e adattandole alle mutate tecniche ossidionali. Nonostante questo, nella prima metà del Cinquecento il piccolo borgo fu pressoché abbandonato, al punto da diventare un ricettacolo di briganti che vi si rifugiavano per fare incursioni fuori dai confini. Solo a fine secolo, quando si acuirono i conflitti tra gli Este e i Lucchesi, Ceserana ritornò ad essere oggetto di un interesse mirato, che avrebbe spinto poi il duca di Modena a sviluppare degli interventi di rafforzamento delle difese del piccolo centro. Alcuni disegni del mappario estense all’Archivio di Stato di Modena ci illustrano le proposte discusse e poi solo parzialmente adottate per fortificare il centro in modo più efficace. Dapprima Antonio Vacchi stese un progetto di ambiziosa ristrutturazione che Pasio Pasi, fratellastro del più celebre Marcantonio, revisionò in parte e infine adottò verso il 1615 per rinforzare le muraglie esistenti, riformare le cannoniere per bocche da fuoco di medio calibro e soprattutto ridisegnare un baluardo semicircolare puntato ancora una volta verso Lupinaia. Una volta terminato il conflitto nel 1619, le difese di Ceserana persero di importanza fino al XIX secolo, quando il presidio militare fu smobilitato e trasformato in orti. Soltanto negli anni Ottanta del Novecento il complesso è stato acquistato dalla amministrazione comunale di Fosciandora che ne ha curato il restauro, terminato nel 2014, restituendo all’uso pubblico un bene di notevole interesse culturale e paesaggistico.

Testo a cura di Francesco Ceccarelli

Foto di F. Ceccarelli
Foto di F. Ceccarelli

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