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La Rocca di San Felice sul Panaro un importante caposaldo militare al centro di aspre contese

La Rocca di San Felice sul Panaro rappresentò tra Tre e Quattrocento un'irrinunciabile caposaldo militare estense posto a presidio di quella stretta fascia di confine che univa i domini di Modena a quelli di Ferrara. Il fortilizio, eretto nel 1340 per volere di Obizzo III d'Este contribuì a rafforzare le difese di un centro abitato attestato già a partire dal X secolo come «castello Sancti Felici.

Il complesso sorse all'angolo sud-orientale del perimetro difensivo dell'abitato con fini eminentemente militari. Consisteva in un organismo in muratura piuttosto semplice, formato da un mastio e da un recinto con un accesso sul lato meridionale e uno sul fronte opposto.

Sotto il regno di Nicolò III d'Este (1393-1441), nuove energie furono profuse dalla casa regnante per il potenziamento della rocca, che venne trasformata assumendo un aspetto non troppo lontano da quello odierno. Oggi il castello si presenta con un impianto quadrangolare con cortile interno, un mastio a base scarpata e altre quattro torri, tre delle quali poste ai vertici ed una situata in corrispondenza dell'ingresso settentrionale. Un apparato a sporgere composto da beccatelli e merli a coda di rondine con sovrastante copertura, caratterizzava torri e le sommità del recinto.

Di Luciano mantovani - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28547877

San Felice sul Panaro è attestato come «castrum» già a partire dal 927: si trattava di un insediamento probabilmente protetto da un circuito difensivo realizzato con opere di terra e palancati che cederanno il passo a strutture in muratura forse solo a partire dal XIV secolo. Durante il Trecento il castello, già conteso tra i feudatari locali, divenne obiettivo di conquista da parte degli Este che mirano ad affermare ad oriente il proprio dominio. Nel 1332 le truppe di Rinaldo d'Este sono però costrette ad abbandonare l'assedio a San Felice grazie all'intervento dell'esercito di Modena coadiuvato dalle truppe di Carlo, figlio del re di Boemia. Anche quando nel 1336 a seguito ad una trattativa di pace il territorio di Modena venne ceduto agli Este dalla famiglia Pio di Carpi questi ultimi vollero conservare il controllo su San Felice che entrò definitivamente nelle mani dei signori di Ferrara solo nel 1338.

Di Luciano mantovani - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28547867

Due anni dopo Obizzo III d'Este promosse la costruzione della rocca: un recinto munito di torre di avvistamento atto ad ospitare una presenza militare, di fatto un corpo estraneo all'interno dell'abitato destinato a potenziare le difese del luogo ma anche a ribadire l'affermazione del nuovo regime signorile. Le difese del castello vengono inoltre ulteriormente potenziate dirottando mediante una canalizzazione artificiale le acque del Panaro destinate ad allagare i fossati. Nonostante il perfezionamento delle fortificazioni le famiglie dei Pio di Carpi e i Pico da Mirandola si impossesseranno del castello nel 1346 restituendolo agli Estensi solo l'anno successivo sotto pagamento di un riscatto.

Fra Tre e Quattrocento il marchese di Ferrara torna a concentrare la propria attenzione su San Felice favorendone il popolamento e investendo risorse nel potenziamento della rocca. Sotto Nicolò III d'Este il nucleo originario del fortilizio venne fornito di tre torri angolari e la sommità del complesso fu coronata con un apparato a sporgere. Se la sequenza delle trasformazioni delle fortificazioni sembra estendersi sino agli anni '20 del Quattrocento resta da chiarire il coinvolgimento di Bartolino da Novara che fu fino alla sua morte (sopraggiunta tra il 1408 e il 1409) il più valente ingegnere militare al sevizio degli Este. Negli ultimi decenni del secolo vennero attuati nuovi interventi che modificarono l'aspetto del castello, tra questi la sopraelevazione dell'ala occidentale e l'edificazione di un ulteriore corpo di fabbrica.

Il sisma 2012 ha duramente colpita la rocca determinando il crollo delle parti sommitali delle torri e del corpo centrale e sollecitando un vasto intervento di recupero.

Testo a cura di Davide Mangolini

Di Giorgio Bocchi - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=72965515

L'immagine seguente è di: Di Luciano mantovani - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28547870

 

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