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#RoccheEstensi

La Rocca di Novellara un fortilizio dei Gonzaga trasformato in dimora signorile.

Le vicende costruttive della Rocca Novellara, entrata nel patrimonio estense solo nel primo Settecento, risultano principalmente legate alle sorti della famiglia Gonzaga che a partire dall'originario nucleo difensivo, attestato già agli inizi del XI secolo, eressero tra Tre e Quattrocento un più ampio dispositivo militare, destinato nel secolo seguente ad assumere i connotati di una dimora signorile.

L'impianto castellano, costruito tra la fine del XIV secolo e la seconda metà di quello successivo, appare in larga parte ancora conservato. Si tratta di un complesso caratterizzato da un ampio cortile interno a pianta quadrangolare serrato da corpi di fabbrica con torri sporgenti disposte ai quattro vertici. Le trasformazioni cinquecentesche sono ben riconoscibili lungo il fronte interno del corpo settentrionale, laddove gli appartamenti signorili disposti a piano terra si affacciavano sulla sequenza di arcate del porticato. Di particolare interesse appare inoltre la cosiddetta torre-porta del “campanone”: attestata lungo il fronte esterno meridionale appare impostata su una possente e compatta architettura in mattoni il cui coronamento si raccorda per mezzo di due volute al dado in cui è inserito l'orologio, sopra quest'ultimo svetta la cella campanaria serrata agli angoli da lesene e sovrasta da un torricino a pianta ottagonale.

Foto: Archivio Prov. di Reggio Emilia

Un primitivo impianto fortificatorio del castello è attestato a Novellara già all'aprirsi del XII secolo, qui Gherardaccio Malaspina promuove la realizzazione di un perimetro di fosse e opere di terra poste a protezione di una torre. Ceduto al Comune di Reggio Emilia nel 1147 il castello di Novellara entra a far parte dei domini di Feltrino Gonzaga nel 1358. Negli ultimi decenni del secolo i Gonzaga avviarono i lavori per il potenziamento della rocca prolungando l'attività edificatoria fino al Quattrocento inoltrato. Dell'impianto preesistente fu conservata la “turris vetus” mentre venne scavato un nuovo perimetro di fosse munito di due ponti levatoi atti a proteggere due ingressi diametralmente opposti. Il complesso architettonico, ultimato solo nel 1464, si presentava come una fortezza a un solo piano organizzata secondo una pianta quadrangolare munita di torri ai vertici e due torri in corrispondenza degli ingressi disposti lungo i lati maggiori.

Nel 1541, Costanza da Correggio, consorte di Alessandro Gonzaga, fa sopraelevare il complesso di un piano con l'intenzione di convertire il fortilizio in dimora signorile. In seguito a questa campagna edilizia il corpo settentrionale, fornito di un portico e un loggiato, viene predisposto per accogliere gli appartamenti del signore dove vengono realizzati soffitti a cassettoni e camini in marmo di Verona.

Entro il 1561 vengono portati a compimento gli apparati decorativi sotto la supervisione del pittore Lello Orsi; viene inoltre costruito all'interno della rocca un teatro voluto da Alfonso II Gonzaga e ultimato nel 1568. Due anni più tardi si registra la costruzione della torre-porta detta del “campanone”, eretta su disegno dell'architetto G. B. Sormani in corrispondenza del rivellino posto all'estremità ovest del fronte meridionale, la struttura viene dotata di orologio e cella campanaria.

In seguito alla morte di Filippo Alfonso (1728) la famiglia Gonzaga si estingue e la Rocca di Novellara passa alla nipote dell'ultimo discendente: Maria Teresa Cybo Malaspina, moglie di Ercole III d'Este. Nel 1754 il complesso viene venduto dagli Estensi al comune di Novellara. Attualmente l'appartamento nobile è destinato agli spazi del Museo Gonzaga.

Testo a cura di Davide Mangolini

Di Bucaramango - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=25142046

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