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La rocca di Trassilico, l'avamposto più meridionale dello Stato Estense

La rocca di Trassilico occupa la porzione più elevata e scoscesa di un rilievo su cui è insediato l’insediamento omonimo, di origine alto medievale. Dell’antico palinsesto di strutture murarie, oggi ridotte a ruderi, resta parzialmente integro soltanto un torrione e parte delle murature perimetrali del fortilizio di età estense. Il sito, di eccezionale qualità paesaggistica, si apre verso Ovest alle vette Apuane e alla Versilia, mentre a Est si proietta in direzione della media valle del Serchio. La sua valenza strategica è stata pienamente riconosciuta per tutto il medioevo e parte dell’età moderna, e in particolare durante la dominazione estense, tra il XV e il XIX secolo, quanto ha costituito il caposaldo più meridionale dello stato, a tutela dei confini con Lucca e Firenze. La struttura superstite è liberamente accessibile e attrezzata per le visite, che consentono di esplorare un manufatto pluristratificato e non del tutto decifrato dai recenti scavi archeologici.

I recenti scavi archeologici alla rocca di Trassilico hanno messo in evidenza un organismo complesso, edificato per fasi dalla datazione incerta. Ad alcuni resti murari appartenenti a un più remoto castello edificato nel XII-XIII  si sarebbe poi aggiunto un torrione di forma esagonale sempre risalente al XIII secolo, ancora oggi leggibile da alcune tracce di impianto. Successivamente, quando la rocca passò sotto al controllo degli Este, l’intera struttura venne potenziata e ampliata, costruendo un nuovo fortilizio che inglobava parzialmente quello precedente.  In seguito alla dominazione dei Lucchesi, gli Este attribuirono immediatamente a Trassilico una importanza strategica di prim’ordine, vista la sua posizione confinaria, e Borso d’Este elevò il borgo a capoluogo di Vicaria, con dieci comunità alle sue dipendenze ed è probabile che in questo periodo si affrontassero lavori di ristrutturazione edilizia. Un primo disegno della pianta della rocca che ci permette di riconoscerne l’assetto di forma irregolare, risale alla guerra del 1613 tra gli Este e i Lucchesi e fu redatta da Pasio Pasi, l’ingegnere militare fratellastro di Marcantonio Pasi, che continuò la tradizione del padre e del fratello impegnandosi al servizio dell’esercito estense, con una lunga permanenza in Garfagnana. A Pasio dobbiamo quasi certamente la più compiuta ristrutturazione dell’impianto perimetrale, con la riedificazione del torrione di forma circolare. Da allora in avanti non sono segnalati nuovi interventi e le sorti dell’edificio declinarono progressivamente fino a più recenti interventi di restauro e valorizzazione del manufatto nella rinnovata rete dei percorsi culturali legati al tema delle fortezze, promossa dalla Provincia di Lucca.

Testo a cura di Francesco Ceccarelli

Disegno di Pasio Pasi, veduta della Rocca di Trassilico (prima metà del XVII sec.) - Archivio di Stato di Modena, Confini, B. 194, Trassilico
Vista sulle mura della Rocca di Trassilico, foto di F. Ceccarelli
Pasio Pasi, planimetria della Rocca di Trassilico (prima metà del XVII secolo), Archivio di Stato di Modena, Confini, B. 194, Trassilico
Panorama dalla Rocca di Trassilicio, foto di F. Ceccarelli

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