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La rocca di Scandiano tra Fogliani, Este, Boiardo, Thiene e Bentivoglio, da castello a dimora signorile

La complessa vicenda edificatoria della Rocca di Scandiano si lega tradizionalmente alla nobile famiglia dei Boiardi impegnata tra XV e XVI secolo a convertire il fortilizio in dimora principesca. È tuttavia con il passaggio della rocca ai Thiene che si registrano i segni clamorosi di un più grandioso progetto architettonico messo in atto sotto la direzione di Giovan Battista Aleotti.

È proprio l'incompiutezza dell'ampliamento aleottiano a qualificare in modo tanto determinante l'aspetto attuale del complesso. La configurazione delle rocca, incentrata in un primo momento attorno al cortile interno, appare dilatarsi lungo il fronte meridionale con una splendida facciata scandita da riquadrature con ampie finestre sormontate da timpani triangolari e circolari mentre in posizione decentrata, in corrispondenza di un ponte, si apre un portale monumentale. Il tema della facciata si ripete lungo i fronti del torrione quadrangolare di nord-ovest, impostato su una base a scarpa come il resto del fronte meridionale ma sormontato da un coronamento a sporgere che evoca secondo forme originali i beccatelli tre-quattrocenteschi. L'angolo di sud-ovest, comprensivo della terminazione del corpo di fabbrica meridionale, orientale e della torre d'angolo è stato realizzato solo fino al livello delle strutture basamentali, a testimonianza di un progetto di grande ambizione destinato a restare incompiuto.

Rocca dei Boiardo - Foto di Giorgio Galeotti - Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51623091

Secondo la tradizione l'impianto originario di Scandiano, realizzato su impulso delle famiglia Fogliani nel corso del Duecento, sorse in relazione ad una torre preesistente di cui tuttavia non si hanno notizie certe. Il castello doveva probabilmente consistere in un perimetro difensivo costituito da fossati e opere in terra e legno atte a proteggere un nuovo nucleo insediativo di cui si sollecitò il popolamento.

Il torrione, Rocca dei Boiardo - Foto di Marco Musmeci - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62321490

Nel 1373 Nicolò II d'Este conquistò il castello di Scandiano dopo che il suo signore, Guido Savina II Fogliani, aveva tradito l'alleanza con il marchese di Ferrara passando allo schieramento filo-visconteo. Gli Este conservarono il diretto controllo su Scandiano fino al 1386 quando lo cedessero a Giberto e Pietro Angelico Fogliani. A questi ultimi verrà nuovamente riconsegnato da Nicolò III d'Este terminato il conflitto con Ottobono Terzi che lo aveva conquistato.

I Fogliani conservarono il feudo fino al 1417 quando gli Este ripresero il diretto controllo del castello, cedendolo nel 1423 a Feltrino Boiardi. Sotto la signoria di quest'ultimo sono intrapresi molteplici lavori di potenziamento alle fortificazioni che si prolungano sino al al 1437 mentre qualche anno più tardi si mette mano alla sistemazione dei fossati.

Sempre sotto l'impulso di Feltrino la rocca viene ampliata assecondando istanze di carattere residenziale tanto da prevedere anche la realizzazione di un giardino fornito di un viale alberato con peschiere e fontane. Nel 1455, in vista del passaggio di Luigi d'Angiò a Reggio Emilia vengono promossi ulteriori interventi di abbellimento.

Nel secolo seguente Giovanni Boiardo porta avanti il disegno di trasformare la rocca in dimora signorile pensando a consistenti ampliamenti. Vengono eseguiti gli affreschi della corte d'onore (oggi non più visibili) sul tema dell'"Orlando innamorato" (poema scritto dallo stesso Matteo Maria Boiardo, cugino di Giovanni). La rocca diventa inoltre luogo delle sperimentazioni pittoriche di Nicolò dell'Abate.

Nuove opere vengono approntate quando la rocca passa ai marchesi Thiene (1565) che promuovono interventi edificatori comprendenti il completamento della facciata meridionale e la costruzione di un torrione occidentale sotto la direzione dell'architetto Giovan Battista Aleotti.

Dopo essere passato tra il 1634 e il 1643 nelle mani dei Bentivoglio il castello di Scandiano torna sotto il diretto controllo degli Estensi e da questi concesso nel 1750 al cavalier Giambattista Mari. Alla morte di quest'ultimo nel 1777 la rocca di Scandiano rientra tra i beni della camera ducale estense e successivamente dato da Ercole III Rinaldo a suo figlio Ercole Rinaldo. In seguito all'abolizione dei feudi il complesso diventa sede del municipio.

Testo a cura di Davide Mangolini

La seguente fotografia è di Giorgio Galeotti - Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51623090

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