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Pellegrino Prisciani

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Ferrara - 1435
Ferrara - 1518
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Umanista alla Corte Estense

Pellegrino Prisciani fu, senza dubbio, un personaggio della corte estense assai poliedrico, tanto che non è possibile inquadrare la sua personalità e le sue conoscenze in un’unica definizione. Fu innanzi tutto un umanista di grande rilievo, nel senso più ampio del termine, unendo interessi letterari e scientifici tipici dell’enciclopedismo della cultura rinascimentale: poeta, scrittore, letterato e archivista, astronomo, politico, giurista diplomatico, e soprattutto uomo di fiducia di ben tre duchi, Borso, Ercole e Alfonso.

La vita

Pellegrino Prisciani nacque probabilmente attorno al 1435: se non è certa la data di nascita, è invece assodato il fatto che il padre, Prisciano Prisciani, era già legato alla corte estense nel ruolo di fattore generale e segretario ducale sotto Borso d’Este. Pellegrino inizialmente esercitò come professore di nodaria allo Studio di Ferrara tra il 1455-56, poi seguì le orme paterne dedicando la sua vita al servizio dei Duchi.

Nel 1461 venne nominato addetto all’archivio e alla biblioteca ducali: negli anni a seguire tale incarico andò sempre più a delinearsi fino al 1488 quando fu nominato Conservator jurium ducalis Camerae et Communis Ferrariae, ovvero responsabile dell’Archivio e della Libreria ducali. Tra il 1469-70 fu incaricato anche di sovraintendere all’attività dei pittori impegnati da Borso negli affreschi del salone dei Mesi a Schifanoia. Negli anni che precedono questo nuovo importante incarico, Prisciani aveva iniziato i primi studi magico astrologici, per poi arrivare, nell’ultima parte della sua vita, a tenere la cattedra di Astrologia: lasciò infatti l’incarico di conservator iurium dopo il 1505 e ottenne la funzione di lettore di astrologia presso lo Studio Ferrarese, che mantenne fino alla sua morte nel gennaio del 1518.

Alla morte del padre, inoltre, gli vennero affidati nuovi incarichi di carattere politico-amministrativo: tra il 1475 e il 1487 fu podestà di diverse città (Massalombarda, Badia Polesine, Lendinara, Reggio Emilia e Mantova). Dal 1481 fu impegnato in una lunga serie di ambascerie a Venezia, dove fu inviato come maggior esperto delle fonti giuridico-documentarie relative ai diritti territoriali degli Estensi nei confronti dei veneziani. Nel 1501 fu inviato a Roma come diplomatico, probabilmente per seguire le trattative del matrimonio tra Alfonso e Lucrezia Borgia, per il quale tenne lui stesso l’orazione nuziale (come aveva fatto nel 1473 per Ercole e Eleonora d’Aragona).

La firma di Pellegrino Prisciani nel libro Collectanea.


 

L'attività di archivista e le opere

Alla corte si dedicò con energia e costanza all’attività di archivista: proprio in qualità di conservator iurium comprese l’importanza per la Corte di possedere un archivio organizzato ed efficace, in modo da poter utilizzarne i documenti in occasione di missione diplomatiche. Da qui il suo rigore nella conservazione dei documenti: sono questi, infatti, che comprovano un diritto e senza i quali non resterebbe traccia dell’accordo raggiunto o del privilegio acquisito.

La sistemazione di tali documenti, secondo criteri da lui stesso adottati, è alla base della stesura dei suoi Collectanea e delle Historiae Ferrariae. I primi sono costituiti da una miscellanea, raccolta in tre volumi dove Prisciani ha unito materiale documentario di varia natura. Le Historiae Ferrariae è invece un’opera a se stante, sviluppata probabilmente in 10 libri, di cui ne sono rimasti solo 6,  5 conservati alla Archivio di Stato di Modena.

L’altra sua grande opera è senza dubbio il trattato Spectacula, probabilmente redatto verso il 1501: composizione dedicata allo studio degli edifici e dei luoghi per gli spettacoli, corredata da informazioni, riflessioni e disegni atti a mostrare le soluzioni più efficaci per soddisfare la volontà di Ercole I di dar vita ad una attività teatrale di corte.

Nel 1508 scrisse poi Orthopasca: un trattato di astronomia in latino, dedicato prima a Giulio II, poi corretto in Leone X. L’opera si concentra sulla riforma del calendario Giuliano, anche ai fini di una corretta individuazione e celebrazione della Pasqua. Un trattato dedicato ad un Pontefice, perennemente in lotta con il Ducato Estense, evidenzia una nuova prospettiva di intenti, disgiunti quindi dal suo ruolo a servizio degli Este.

Pellegrino Prisciani si sposò due volte ed ebbe 7 figli. Morì nel gennaio del 1518 a Ferrara.

Il proemio del Historiae Ferrarie, nel disegno Prisciani mostra al Duca il manoscritto.


 

Le interviste in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Prisciani

Nella giornata conclusiva delle celebrazioni per il Cinquecentenario della morte di Pellegrino Prisciani, abbiamo intervistato la Prof.ssa Loredana Chines (Professore di Letteratura e Filologia Medievale e Umanistica presso il Dipartimento di Filologia classica e Italianistica Università degli Studi di Bologna) e la Prof.ssa Paola Vecchi (Professore di Letteratura e Filologia presso il Dipartimento di Filologia classica e Italianistica Università degli Studi di Bologna). La ricerca svolta da ARCE (Archivio Ricerche Carteggi Estensi, nato dalla convenzione tra l’Archivio di Stato di Modena e l’Università di Bologna) ha portato alla realizzazione di una mostra documentaria presso l’Archivio di Stato di Modena e di tre conferenze che hanno interessato Ferrara, Modena e Bologna. Nel video, le docenti ci raccontano la figura poliedrica di Prisciani da diversi punti di vista.

La mostra “Tra la corte e il mondo. Il metodo enciclopedico di Pellegrino Prisciani, umanista e officiale estense” resterà aperta fino al 16 marzo 2019 all’Archivio di Stato di Modena (per informazioni www.asmo.beniculturali.it).

Prisciani nelle parole delle Prof.sse Loredana Chines e Paola Vecchi

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