filter_hdr

Musei Civici di Modena, da sempre un "museo per la città"

La nascita del Museo Civico di Modena, nel 1871, si ricollega allo sviluppo delle ricerche preistoriche e all'intenso dibattito culturale che accompagna l'istituzione dei musei come luoghi dell'identità cittadina dell'Italia postunitaria. Il carattere eterogeneo e seriale delle raccolte ne denuncia la matrice positivista e la funzione didattica. Nella visione di Carlo Boni, fondatore e primo direttore, il Museo non doveva limitarsi ad essere un museo della città, ma essere anche un museo per la città, nel senso che doveva interagire con essa  rappresentando un punto non solo di memoria, conoscenza e riconoscimento, ma anche  un sostegno allo sviluppo.

L’origine ottocentesca del museo viene valorizzata dall'attuale assetto espositivo risalente al 1990 che, mantenendo sostanzialmente intatti gli arredi del XIX secolo, ha permesso il recupero di una testimonianza museografica di assoluto rilievo nel panorama italiano.

Il percorso espositivo è tuttavia unico ed inizia con le raccolte del Museo d’Arte che presentano una vasta gamma di opere e oggetti: dipinti, sculture, strumenti musicali, ceramiche, vetri, armi, carte decorate, terrecotte architettoniche, pesi e misure provenienti in larga parte da collezioni private. Di rilevante interesse sono in particolare: la collezione di tessili dei secoli XII-XIX, donata dal conte Luigi Alberto Gandini, la Galleria Campori con dipinti di Lana, Stringa, Ceruti, Crespi e Cerano, la donazione Sernicoli (2007) composta da importanti dipinti di scuola italiana e da rari argenti di ambito estense. L'arte modenese è rappresentata dalla Madonna di Piazza di Begarelli, da frammenti di affreschi dei secoli XIII-XIV provenienti dal Duomo, da sculture e arredi liturgici dei secoli XII-XV e da dipinti di autori modenesi dei secoli XVI-XVIII. La cultura figurativa dei secoli XIX-XX è illustrata da opere di Malatesta, Muzzioli, Cappelli, Cavazza, Bellei, Valli esposte, in parte, nelle sale di rappresentanza del Palazzo Comunale.

Una veduta della collezione tessile Gandini

Il Museo Archeologico documenta attraverso 300.000 anni di storia lo sviluppo storico della città e del territorio modenese dal Paleolitico al Medioevo. Il nucleo più consistente è costituito dai materiali delle terramare, i tipici villaggi dell'età del bronzo padana, e dalle significative testimonianze del Neolitico, legate prevalentemente alle ricerche dell'archeologo modenese Fernando Malavolti. Fra i reperti di età etrusca spiccano i ricchi corredi della necropoli della Galassina di Castelvetro. Dalla città romana di Mutina, celebrata da Cicerone, provengono numerose testimonianze di dimore patrizie, fra le quali i raffinati arredi tricliniari di una domus della fine del I secolo a.C.

Il salone del Museo Archeologico

La sezione etnologica si riallaccia strettamente alla genesi del Museo Civico e in particolare all'affermarsi nella seconda metà dell'800 di un approccio di studi basato sul confronto fra etnologia e preistoria. Successivamente si è arricchita di materiali raccolti durante i viaggi di esploratori modenesi e testimonia culture ormai scomparse o in via di estinzione: dalla Nuova Guinea all'America del Sud, all'Africa e all'Asia.

Uno scorcio delle sale del Museo Etnologico

Al piano terra del Palazzo dei Musei si possono visitare la Gipsoteca Graziosi, istituita nel 1984 in seguito all’acquisizione di un’importante raccolta di opere scultoree, pittoriche e grafiche di Giuseppe Graziosi (1879 – 1942) e il Lapidario Romano, che espone monumenti funerari provenienti dalla città, fra i quali l’imponente ara di Vetilia e lo straordinario fregio con corteo di divinità e mostri marini.

Veduta della Gipsoteca Giuseppe Graziosi

Al Museo Archeologico afferiscono anche due importanti realtà territoriali: il Parco archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale, con ricostruzioni a grandezza naturale sul modello centro-nord europeo, e il Parco Noviark, dove sono stati riportati in superficie un tratto di strada romana fiancheggiata da monumenti funerari ed alcune strutture rustiche.

Parco archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale: le case ricostruite

Al Museo d’Arte fa capo l’Ufficio Coordinamento Sito Unesco che segue il Piano di Gestione del Sito, costituito dalla cattedrale, splendido esempio di Romanico padano, torre civica “Ghirlandina” e Piazza Grande. Il sito è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997.

Sito Unesco: Duomo, Ghirlandina e Piazza Grande

Le prossime iniziative sono in programma dal 13 al 15 settembre, in occasione del FestivalFilosofia

1- Una mostra dedicata al pittore di origini modenesi Oscar Sorgato (Modena, 1902 – Milano, 1941), la cui breve carriera si svolse pressoché interamente nel fervido clima artistico della Milano degli anni Trenta. L’artista è testimone sensibile di quel delicato passaggio che porta al superamento dei grevi canoni plastici di Novecento Italiano in favore di un rinnovato approccio pittorico, caratterizzato da una pennellata tenue e sciolta di matrice postimpressionista che si organizzò nel movimento del Chiarismo attorno alla figura del critico Edoardo Persico. La produzione di Sorgato si concentra su due temi fondamentali, la pittura di paesaggio e il ritratto, restituendoci per il secondo uno spaccato sociale nei complessi anni del Ventennio inquadrando le aspirazioni, le fragilità e i turbamenti della borghesia milanese del tempo, con una particolare attenzione nei confronti della condizione femminile. Un'atmosfera evocata in mostra  anche dai racconti sonori composti per l'occasione dagli scrittori Andrea Vitali e Roberto Barbolini che proietteranno nella dimensione della finzione letteraria alcune delle figure ritratte da Sorgato, risvegliandole così dalla loro immobilità, per diventare personaggi e interpreti delle loro storie.

2- Faccia a faccia con la mummia: ricostruzione 3D del volto della mummia egiziana esposta al Museo Civico Archeologico Etnologico

Indagini TAC ed RX, analisi antropologiche e paleopatologiche dei maggiori esperti del settore, unitamente alle avanzate tecnologie digitali del designer 3D Cicero Moraes, hanno consentito di proporre un’ipotesi di ricostruzione del volto della mummia di bambino esposta nella mostra “Storie d’Egitto. La riscoperta della raccolta egiziana del Museo Civico di Modena”, restituendole una piccola parte di identità. La piccola raccolta egiziana del Museo Civico, formatasi negli anni immediatamente successivi alla fondazione dell’istituto nel 1871, è stata sottoposta a un progetto di ricerca che, coniugando discipline scientifiche e umanistiche, ne ha permesso la riscoperta sia sotto il profilo storico-collezionistico, sia sotto quello delle analisi diagnostiche eseguite con le più moderne tecnologie. La mostra, per la sua esiguità e frammentarietà, non aspira a fornire un quadro della civiltà egiziana, ma piuttosto a raccontare tante piccole Storie d’Egitto, come quella del fanciullo, morto prematuramente a tre anni.

 

Entrambe le mostre sono visitabili:

Venerdì 13 settembre ore 9.00 – 23.00

Sabato 14 settembre ore 9.00 – 24.00

Domenica 15 settembre ore 9.00 – 21.00

Dopo il festival la mostra sarà visitabile nei seguenti giorni:

Fino al 10 novembre 2019:

Martedì- venerdì 9.00 – 12.00 

Sabato, domenica e festivi 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00

Lunedì non festivo chiuso

 

per informazioni:

Musei Civici di Modena

Largo Porta Sant'Agostino, 337

41121 Modena

Tel. 059 2033101 / 25

museo.arte@comune.modena.it

www.museicivici.modena.it

 

 

 

Musei Civici di Modena, da sempre un