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La Bibbia di Borso d'Este.
Il manoscritto miniato più prezioso d'Italia

La Bibbia di Borso, commissionata da Borso d'Este a metà del XV secolo, non è solo un libro ma il manoscritto miniato più prezioso d'Italia. 

Per realizzarla fu creata un'intera squadra di artisti, guidati dai miniatori Taddeo Crivelli e Franco dè Russi a cui fu affidata l'opera, che lavorarono giorno e notte.

Borso d'Este voleva un'opera che desse fama e lustro alla famiglia estense, ma oltre alla precisione aveva ordinato anche la velocità d'esecuzione. Da contratto fu portata a termine in sei anni, dal 1455 al 1461: 600 carte in pergamena miniate da entrambi i versi per un totale di 1202 pagine. 

Simboli, emblemi, tra cui quello della famiglia d'Este, imprese, animali reali e fantastici, flora e vegetazione; tutti elementi che rimandano alla potenza estense evocata dalle rappresentazioni dell'acqua, della campagna e della caccia. 

Fu il codice più costoso al mondo per l'epoca. Costò a Borso 5610 lire marchesane, tra pergamena, scrittura, miniature, cucitura, doratura dei fascicoli, la cassa in legno per la sua conservazione, la sovracoperta di panno ricamato con fili d'oro e i fermagli in argento. Il Duca sorvegliava con molta attenzione la realizzazione della Bibbia; ogni capitolo doveva infatti essere approvato dal committente in persona. 

La Bibbia seguì gli Estensi, anche quando si trasferirono a Modena. L'ultimo Duca di Modena, Francesco V, la portò nel 1859 all'estero, quando fuggì all'arrivo dei soldati piemontesi. L'opera fu poi messa in vendita e recuperata dopo la Prima Guerra Mondiale, quando fu acquistata nel 1923 all'asta a Parigi dal senatore Giovanni Treccani per l'astronomica cifra di quasi 5.000.000 di lire.

Treccani la restituì allo Stato Italiano donandola alla Biblioteca Estense della Città di Modena, dove è ancora oggi è custodita.

La Bibbia di Borso d'Este. <br>Il manoscritto miniato più prezioso d'Italia