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I beni culturali negli scatti dei viaggiatori. La mostra "Scatta la cultura" arriva a Fotografia Europea. L'intervista all'assessore Massimo Mezzetti

Una quarantina di fotografie che raccontano le meraviglie del patrimonio architettonico dell'Emilia-Romagna, l'evoluzione e i mutamenti del paesaggio, approdano a Fotografia Europea (in programma dal 12 aprile al 9 giugno) all'interno della mostra "Scatta la cultura"

l'esposizione costituisce l’esito di un concorso, Scatta la cultura − il cui testimonial è stato il maestro Nino Migliori − rivolto a cittadini e viaggiatori affinché contribuissero a promuovere la bellezza della regione e dei territori che hanno esplorato, rafforzandone l’identità culturale e alimentando il senso di appartenenza di chi vive in questi luoghi. Le 38 fotografie in mostra sono state selezionate tra oltre le 4100 inviate da più di 250 autori, da una giuria composta da Walter Guadagnini, Olivo Barbieri, Laura Gasparini e Ilaria Campioli, che ne hanno scelte quattro per ognuna delle province partecipanti.

Tutte le foto meritevoli sono state pubblicate sul portale Tourer, la grande mappa interattiva dedicata alla scoperta del patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna, realizzata dal  Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Particolare attenzione è stata rivolta poi a fotografie che ritraessero beni “inediti” o appartenenti all’antico Ducato Estense, assegnando due premi speciali mirati a valorizzare luoghi ed itinerari ancora da scoprire.

Il progetto è realizzato e promosso da Regione Emilia-Romagna, Mibac - Segretariato Regionale per l'Emilia-Romagna, Istituto Beni Artistici Culturali Naturali Emilia-Romagna, Comune di Reggio nell'Emilia, Fondazione Palazzo Magnani, FOTOGRAFIA EUROPEA - Reggio Emilia e FIAF Emilia Romagna

Abbiamo intervistato l'Assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna Massimo Mezzetti

Assessore, oggi siamo esposti ad un quantitativo incredibile di immagini alcune delle quali di dubbia autenticità se non addirittura false. Quanto è importante la garanzia di qualità che solo una rete di istituzioni può offrire per associare alle immagini anche contenuti culturali e di promozione del territorio validi come fa, ad esempio, il portale Tourer che ha visto la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Emilia-Romagna?

E’ indubbio che viviamo in un’epoca in cui siamo sovrastati da immagini che hanno avuto un aumento esponenziale nell’incedere di piattaforme multimediali, le più disparate, e mezzi informatici che ormai sono associati ad ognuno di noi nella nostra quotidianità. Basti pensare a come lo smartphone ha rivoluzionato il nostro approccio alla fotografia ma anche all’osservazione del mondo intorno a noi. A questa inflazione di scatti, ovviamente, non ha corrisposto una crescita della qualità e spesso, purtroppo, neppure dell'autenticità. Ecco perché, quando parliamo di fotografia che deve “testimoniare” un patrimonio culturale o paesaggistico in modo rigoroso e scientifico, abbiamo bisogno di un vaglio che ne certifichi la qualità e la tracciabilità. Da questo punto di vista, l’esperienza di Tourer è di grande valore, perché è capace di associare, in una sintesi feconda, la partecipazione spontanea di cittadini e autori, la divulgazione popolare attraverso internet e il vaglio scientifico dello scatto. Cerca di combinare la valenza estetica e artistica di un immagine con il significato emozionale e soggettivo del suo autore e la propone al grande pubblico della rete

Il concorso “Scatta la cultura” e i premi speciali “Scatta l’Estense” e “Scatta l’inedito” hanno visto centinaia di persone in prima linea nel valorizzare il territorio e i beni culturali attraverso le proprie immagini. Quanto è importante questa partecipazione dal basso?

La fotografia, come la pittura, è la possibilità di fermare due forti emozioni: quella che vuole trasmettere chi è dietro l’obiettivo, e quella di chi guarda l’immagine nella sua esecuzione finale. Opportunità come quella di “Scatta la cultura”, fanno sì che questo percorso esperienziale diventi un fatto sociale e collettivo.
La fotografia documenta, prova, cerca di capire, svela, celebra, tutela. La fotografia non è semplice documentazione di un evento, ma è scoperta, ricerca. Il fatto che siano state tante le persone che hanno partecipato a questo percorso è un fatto di per sé straordinario perché dimostra l’amore per il proprio territorio, per la propria identità e si impegna a metterla in valore.

In un momento di forte innovazione delle tecnologie della comunicazione sembra che le persone siano sempre più attratte da uno strumento che possiamo già definire “antico” come la fotografia. Qual è il valore aggiunto della fotografia e se, o come, può diventare un veicolo per la valorizzazione e promozione del patrimonio culturale?

In fondo il “valore aggiunto” della fotografia rimane sempre lo stesso nel tempo e nelle generazioni:  la fotografia restituisce ai corpi, ai volti, ai luoghi, un’identità; un volto collegato ad un nome, una memoria da conservare. Con lo scatto fermiamo il momento, il quotidiano, nella sua “ordinaria” bellezza, che poi è tutt’altro che ordinaria.

 

 

I beni culturali negli scatti dei viaggiatori. La mostra