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Fortezza di Verrucole Archeopark. Rivivere la vita al castello nel XIII secolo, tra mestieri, rievocazioni storiche e prove pratiche

Non è solo un luogo imponente e suggestivo incastonato tra i monti della Valle del Serchio, in San Romano in Garfagnana, ma un vero e proprio museo vivente dove rivivere la vita del castello nel XIII secolo, tra armi e mestieri, rievocazioni storiche, laboratori didattici e spettacoli

Di proprietà della famiglia Gherardinghi tra il X e XIII secolo, nel 1446 la Fortezza di Verrucole è passata sotto il dominio della famiglia d'Este di Ferrara. Solo nel 1986 è stata acquisita dal Comune di San Romano in Garfagnana e nel 2012, dopo un lungo periodo di restauro, è stata aperta diventando poi nel 2014 un vero e proprio archeopark gestito dal gruppo di rievocazione storica Mansio Hospitalis Lucensis, guidata da Diego Micheli e Giulia Paltrinieri. Ne abbiamo parlato con loro.

Come è nato il progetto e con quale obiettivo?

Il nostro progetto nasce da un sogno coltivato da anni, già durante gli studi universitari, di avvicinare il grande pubblico alla nostra storia attraverso una modalità di fruizione interattiva, fisica e non statica come spesso succede in molti musei tradizionali. L'idea ha preso corpo grazie all'incontro tra il nostro progetto e l'esigenza e volontà dell'amministrazione comunale di San Romano in Garfagnana, che terminati i restauri architettonici era intenzionata a rendere fruibile ed accattivante il sito storico attraverso un progetto innovativo e pratico.

Un museo vivente. Cosa troviamo e quali attività si possono fare? Come si svolge la giornata per il visitatore che arriva all'Archeopark?

Siamo un museo atipico. Già varcando la soglia, il visitatore viene catapultato in un'altra epoca, accolto da personale in abiti storici e durante la visita della Torre principale scoprire la storia del luogo e la vita quotidiana del periodo ricostruito, attraverso aneddoti e prove pratiche. Alla visita possono poi essere integrati laboratori didattici di approfondimento e momenti conviviali grazie alla presenza di un piccolo punto ristoro che propone anche specialità storiche.

Siete partiti nel 2014. Diamo qualche numero.

All'inizio della nostra avventura la Fortezza era visitata da poche migliaia di persone, magari alla ricerca di un luogo per il picnic o capitate casualmente. Grazie all'impegno costante, le presenze si sono praticamente quadruplicate, e i nostri ospiti sono diventati un flusso costante tanto che su alcuni portali di recensioni tra i più quotati siamo diventati una delle principali attrazioni non solo della Garfagnana ma della Provincia di Lucca.


Per sapere come fosse la vita del castello nel XIII secolo, quali fonti avete utilizzato?

Nonostante la storia della Fortezza sia millenaria, con importanti interventi architettonici nel periodo Estense, abbiamo deciso di focalizzarsi sul XIII° secolo grazie alla presenza di un documento estremamente importante: lo Statuto della Seconda metà del XIII° secolo che ci racconta in maniera dettagliata il sistema amministrativo dei territori che sottostavano alla famiglia Gherardinghi. Infatti, in quel periodo il sito era conosciuto come Verrucola Gherardenga. 

Tutto è stato prodotto da voi e da artigiani che hanno usato le tecniche dell’epoca. Ce ne parlate? 

Le ipotesi ricostruttive presenti negli ambienti sono state realizzate secondo il metodo della ricostruzione storica ed archeologia sperimentale, pratica alla quale ci dedichiamo da oltre dieci anni. Infatti, la maggior parte degli stessi sono nati dalle nostre stesse mani, coadiuvate da artigiani esperti laddove le nostre competenze tecniche non sono risultate sufficienti.

Come hanno reagito gli abitanti di San Romano?

La prima reazione è stata una comprensibile diffidenza, ma in poco tempo gli animi si sono sciolti, e le potenzialità del progetto sono state percepite tanto che sono nate piccole attività commerciali e associazioni che hanno rivitalizzato tutta la zona. In particolare da qualche anno proprio ai piedi della Fortezza è nata una graziosa Osteria.

La cosa più bella che vi è stata detta?

Ne abbiamo sentite veramente di tutti i colori, tra apprezzamenti entusiasti e incoraggiamenti a non mollare. Proprio in questi giorni, una grande soddisfazione ci è arrivata da un gruppo di americani che dopo dieci giorni trascorsi a visitare Lucchesia e Garfagnana  hanno candidamente affermato, dopo un lancio con il nostro mangano, che la visita da noi è stata la più memorabile di tutto il viaggio.Ci sono tanti altri ricordi piacevoli che ci siamo portati a casa, ma il regalo più gradito sono quei visitatori che tornano ogni anno a trovarci e di cui ormai conosciamo i nomi.

Come si può raggiungere?

Siamo raggiungibili in auto o autobus (anche granturismo 12 m) e dal posteggio ai piedi della Fortezza si prosegue a piedi per circa 500 m (consigliate calzature sportive). Per persone non deambulanti o con difficoltà di deambulazione è possibile organizzare un trasporto alternativo su prenotazione. La fermata del più vicina è Camporgiano o Villetta, a circa 5 km. È possibile raggiungere la Fortezza anche percorrendo a piedi diversi sentieri storici in compagnia di guide ambientali con le quali collaboriamo da anni.   

Grazie al finanziamento Ducato Estense è attivo un servizio di trasporto alternativo per persone con difficoltà motorie, il trenino panoramico. Per prenotare chiamare qualche giorno prima della visita al numero 340.3586862

Qui il video che racconta il progetto.

 

Foto di: Fortezza Verrucole Archeopark, Sergio Photography, Marcella Fava, Riccardo Iacomini, Camillo Balossini.

Fortezza di Verrucole Archeopark. Rivivere la vita al castello nel XIII secolo, tra mestieri, rievocazioni storiche e prove pratiche