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#eccellenzeestensi oltre il Ducato Estense: Palazzo Estense di Varese, "la piccola Versailles di Milano"

Il Palazzo Estense di Varese fu costruito tra il 1766 e il 1771 e fu residenza di Francesco III d'Este nel periodo della sua signoria. Fu realizzato da Giuseppe Bianchi come ampliamento del preesistente Palazzo Orrigoni (famiglia di commercianti di seta), che il Duca acquistò per poi rinnovarlo e aggiungere due ampie ali ad U tipiche delle ville settecentesche del territorio. Grazie a Palazzo Estense, sede del Comune di Varese dal 1882, e alle numerose ville settecentesche, tutte con splendidi giardini all'italiana, Varese fu definita "la piccola Versailles di Milano".

 

IL PALAZZO

A pian terreno si trova Il Salone d'Onore (o Salone Estense), ricco di elementi di pregio come gli affreschi illusionistici di Lodovico Bosellini e il grande medaglione centrale dipinto da Giovan Battista Ronchelli, artista di Castello Cabiaglio; la scena rappresenta in primo piano Venere, dea dell'Amore, insieme a Cupido e sullo sfondo Giove, che regge in mano le saette. Piccolo particolare interessante: le due colombe rappresentano il duca con la sua sposa Teresa d'Harrach. In questo luogo di spensierata gioia e amore il duca Francesco III d'Este era solito organizzare sontuosi ricevimenti, feste, balli e concerti; i due palchetti alle estremità del Salone, infatti, servivano come casse di risonanza per migliorarne l'acustica. Oggi la sala è sede del Consiglio Comunale. 

Per salire al primo piano si deve percorrere lo scalone d’onore, che conserva  l'impostazione e le decorazioni volute da Tommaso Orrigoni. Ai lati si trovano quattro nicchie con copie di busti femminili del Settecento e putti reggi-lampada in stucco, mentre sul soffitto è dipinto un medaglione allegorico che rappresenta il "buen retiro" di Francesco III d'Este a Varese. : il duca, infatti, era giunto a Varese per godersi il ritiro dalla sua attività lavorativa a Palazzo Reale in Milano, senza alcun intento bellico.

Al piano nobile il Duca e la sua famiglia avevano i propri alloggi. Da notare gli stucchi sopra le porte all'ingresso, raffiguranti angoli di paesaggio varesino e le cassapanche dell'epoca, che non solo avevano la funzione di sedile ma anche quella di contenitore. A sinistra si trovano la Sala da Ballo (oggi di rappresentanza), dove il duca intratteneva gli ospiti in un'atmosfera più intima e raccolta o dove si deliziava in compagnia della famiglia con concerti privati; i musici intrattenevano dalle balconate sovrastanti. Sulle pareti sono presenti una tela del XVI - XVII secolo di un artista anonimo ("Incoronazione della Vergine con i santi della terra varesina") ed una attribuita al Mondino del 1621 raffigurante la Vergine Immacolata, come descritta nelle Sacre Scritture "una donna vestita di sole con la luna ai piedi e una corona di 12 stelle". Le finestre permettono alla luce di illuminare la sala, creando un connubbio idilliaco tra interno e giardino esterno.

 

IL GIARDINO

Dietro il Palazzo si trova il giardino, costruito in concomitanza con il palazzo, sotto la direzione di Giuseppe Bianchi e del Duca d'Este, ed è in stile italiano, con elementi di ispirazione francese. Di rilievo è l'ampio cortile d'onore, dal quale diparte un parterre caratterizzato da un largo viale, affiancato da vialetti ortogonali e aiuole dalle forme geometriche e simmetriche, che ospitano cespugli di tasso, bosso e ligustro, sapientemente potati secondo i dettami dell'epoca. Percorrendo il viale centrale si giunge alla fontana, elemento fondamentale nel giardino settecentesco che, con il suo zampillio, vivacizza il giardino e allieta i visitatori. All'arioso parterre fa da cornice il carpineto, che risale fino alla cima della collina del Belvedere, dalla quale si gode una splendida vista sul Palazzo ed i Giardini Estensi e su parte della città.

 

Per soddisfare le esigenze del Duca, una parte del parco fu allestita a roccolo per l'uccellagione, del quale sopravvive solo la torretta, mentre un altro settore venne dedicato agli orti. In questa parte il giardino subisce gli influssi del periodo romantico: l'800 porta scompiglio non solo nella letteratura con la Scapigliatura ma anche nella concezione della natura e del giardino. Il disordine regna ma è pur sempre un disordine "costruito", creato dall'uomo. All'interno di questo "bosco costruito" vengono ritagliati piccoli spazi di sosta per gli ospiti, come il laghetto dei cigni.

 

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