Donne di Casa d’Este. Tarquinia Molza: donna ben degna.

Donne di Casa d’Este: intrighi e curiosità nelle segrete stanze delle dame estensi

La rubrica di Sara Accorsi 

In questi giorni è entrata nella storia italiana la nomina della prima rettrice dell'Università La Sapienza di Roma, Antonella Polimeni, che guiderà l'ateneo dal 2020 al 2026. Un riconoscimento importante, che segna un ulteriore passo in avanti per il raggiungimento delle pari opportunità tra uomini e donne. Esiste però un precedente illustre, accaduto quattrocento anni fa, che coinvolge indirettamente la corte estense. E’ il 1601 quando il Senato Romano, in virtù delle sue doti poetiche e musicali riconosce ad una donna il privilegio della cittadinanza onoraria e il titolo di “Unica”. E’  Tarquinia Molza (1 novembre 1542-8 agosto 1617), donna non consanguinea della Casa d'Este ma che contribuì allo splendore della corte in quegli anni rabbuiati dalla devoluzione di Ferrara. Nata a Modena, da Camillo Molza e Isabella Colombi, Tarquinia venne istruita come i fratelli maschi, nelle lingue antiche, nella prosa, nelle poesia, nell'astronomia, ma anche nella musica. Nel 1560 andò in sposa a Paolo Porrino e nel 1568 ebbe il suo primo contatto con il Duca Alfonso II che, in visita a Modena, rimase folgorato dalla sua voce. L'amico e primo biografo della Molza, Francesco Patrizi, racconta in “L'amorosa filosofia” del primo incontro tra il Duca e la Molza: Alfonso, che conosceva le lodi di cui la Molza era circondata, volle metterla alla prova chiedendole di esibirsi in alcuni sonetti. Rimase a tal punto colpito dal canto che le fece ripetere per sei volte il sonetto di Petrarca "Hor ch'il ciel". Tarquinia non ripeteva a memoria, come tante donne e uomini del suo tempo, ma conosceva e leggeva la musica, grazie al tanto studio, che le permetteva di suonare il clavicembalo, la viola da gamba e il liuto. Rimasta vedova nel 1579 e con non poche questioni finanziarie e legali in sospeso, Tarquinia chiese protezione al Duca che la accolse a corte dando vita al famoso quanto segreto ensemble musicale “Concerto delle dame”. Era lei stessa a comporre e a dirigere Laura Peverara, Livia D'Arco e Anna Guarini e fu attiva presso la corte fino al 1589. Il rapporto con il Duca Alfonso, che per lei aveva partecipato anche ad una giostra, momento suggellato dalla parole di Torquato Tasso “Donna ben degna, che per voi di cinga la gloriosa spada, e corra in giostra il grande Alfonso” terminò quando Tarquinia fu accusata di avere una relazione con il maestro di cappella Jacques de Wert. La colpa imputatale dal Duca non tolse luce alle sue doti intellettuali. Alla nomina di “Unica” del 1601, fece seguito, alla sua morte, la gloria di esser sepolta nel Duomo di Modena.

 

Accorsi Sara, Le donne estensi. Donne e cavalieri, amori, armi e seduzioni, Cirelli&Zanirato, Ferrara 2009 (2. ed.)

Catelli, Nicola, Tarquinia Molza in Dizionario Biografico degli Italiani, V.75 (2011), p.463-467

Riley, M. Joanne, TARQUINIA MOLZA (1542-1617): A CASE STUDY OF WOMEN, MUSICAND SOCIETY IN THE RENAISSANCE in The Musical Woman, Greenwood Press, New York 1988, p. 470-493

Donne di Casa d’Este. Tarquinia Molza: donna ben degna.