Donne di Casa d’Este. Taddea d'Este: dolce e cara amica

Donne di Casa d’Este: intrighi e curiosità nelle segrete stanze delle dame estensi

La rubrica di Sara Accorsi

Quasi duecento anni fa, esattamente nel 1823, a Milano usciva l'opera di Stefano Ticozzi “Viaggi di messer Francesco Novello da Carrara signore di Padova e di Taddea d'Este sua consorte”: due volumi densi di lettere che raccontano i tragici anni dal 1389 al 1391 in cui Francesco Novello da Carrara, signore di Padova, a causa dell'invasione dei Visconti, è costretto all'esilio dalla città insieme alla moglie Taddea e ai figli. Taddea (1365-1404), figlia del marchese di Ferrara Niccolò II e di Verde della Scala, aveva lasciato la sua città natale ed era giunta sposa a Padova il 31 maggio del 1377, a soli dodici anni. Giovane, eppure coraggiosa, nel novembre del 1388 fugge in barca con i figli e il tesoro della città. Trovando poi a Monselice la strada sbarrata, Taddea cavalca verso Este dove rimane ad attendere lo sposo. I figli Francesco, Giacomo e Gigliola, vengono messi al sicuro ad Asti, mentre lei e il marito Francesco iniziano le loro peregrinazioni fuori dai confini dell'Italia, passando per Vienna, Avignone e Marsiglia. Nelle lettere raccolte dal Ticozzi, si legge di una Taddea stanca del lungo cavalcare, preoccupata del viaggio notturno sul Rodano, che preferisce restare sola ad Avignone e accettare le visite delle dame della città a Marsiglia. Proprio a Marsiglia, nell'aprile del 1389, Francesco e Taddea si imbarcano per far ritorno verso l'Italia, in un viaggio faticoso, con la nave battuta da onde, pioggia e venti terribili; così faticoso che Francesco decide di sbarcare in un'insenatura della costa ligure per dormire in chiesa in rovina vicino a Ventimiglia, senza neanche far fuoco per timore d'esser scoperti. Nonostante i disagi, Francesco scrive al padre di una Taddea incinta e pronta a dire al suo sposo “voi mi aveste indivisibile compagna nella prospera e nell'avversa fortuna e non vi sarà umana forza che da voi mi disgiunga in avvenire”. Giunti in Toscana, a Cascina, Taddea e Francesco si separano: è l'inizio di una corrispondenza tra i due sposi in cui Francesco rassicura Taddea del suo essere "sano e abbastanza lieto come posso esserlo lontano dalla mia dolce compagna", iniziando ogni lettera per lei con le parole: "Mia dolce e cara amica".

 

Accorsi Sara, Le donne estensi. Donne e cavalieri, amori, armi e seduzioni, Cirelli&Zanirato, Ferrara 2009 (2. ed.)

Ticozzi Stefano, Viaggi di messer Francesco Novello da Carrara signore di Padova e di Taddea d'Este sua consorte, Manini, Milano, 1823

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