Donne di Casa d'Este: Stella de' Tolomei ovvero Stella dell'Assassino

Di lei si sa ben poco, eppure la sua presenza fu centrale per la casata Estense. Era figlia di Giovanni de' Tolomei, di quel ramo della famiglia proveniente dal territorio umbro e forse proprio in questa provenienza va letto quel misterioso nome. 'Dell'Assassino' potrebbe infatti essere una storpiatura di 'Assisino', cioè legato alla città di Assisi. Al di là dell'origine, quel nome ancora oggi genera tanta curiosità attorno a questa donna che fu madre, senza esser mai moglie.


Stella de' Tolomei nacque alla fine del Trecento e nel 1405 ebbe il primo figlio frutto della sua relazione con il marchese Niccolò III°, in quel tempo sposato con Gigliola Da Carrara. La Casa d'Este venne poi animata dall'arrivo di altri due figli di Stella: Leonello, nato nel 1407, e Borso, nato nel 1413. Quando nel 1416 Gigliola morì, la strada per l'ascesa di Stella da favorita a moglie pareva essere scritta. Invece, Niccolò scelse Laura Malatesta, ovvero Parisina. Proprio il primo figlio Ugo fu il più agguerrito contro questa nuova moglie del padre, rivendicando che quel posto doveva esser per la madre Stella. Pur rimanendo la favorita, Stella ricevette funerali pubblici quando morì nel 1419, funerali che parvero profetizzare i fasti che i suoi figli avrebbero portato alla Casa d'Este. E anche i clamori. Il primo, infatti, a far parlare di sè in città fu il primogenito Ugo, che morì nel 1425 decapitato insieme a Parisina. Dopo il grande astio iniziale, tra i due giovani nacque una relazione che Niccolò scoprì: da quel momento nei territori estensi fu prevista la decapitazione per le donne adultere. Gli anni che seguirono, invece, furono gli anni dello splendore ducale.

Quel marchese detto il Gallo di Ferrara, nel cui tempo si diffuse il detto “di qua e di là dal Po sono tutti figli di Nicolò”, scelse come eredi al potere gli altri due figli di Stella. Nel 1429 venne legittimato il figlio naturale Borso e lo stesso avvenne nel 1441 per Leonello, che resero Ferrara un gioiello rinascimentale. Fu questo il dono di Stella alla città e proprio nei risultati ottenuti trovano forma le parole di Papa Paolo III che la tratteggiò come "una donna straordinaria, di meravigliosa bellezza, onesta e saggia".

Anche il Novecento suggellò Stella come madre, come donna d'intensa maternità. D'Annunzio nell'opera Parisina del 1913 musicata da Mascagni falsò la storia, lasciando Stella ancora viva nel 1425. "Così combatterai per la tua signoria a che t'ho fatto, o figlio di leonessa" canta Stella nel primo atto, fomentando l'odio di Ugo contro la matrigna. La passione tra i due però vince e Stella non può che arrendersi a Parisina dichiarando "L'hai suggellato in te meglio che nella pietra del sepolcro. Ma rendimelo per un attimo solo, ch'io lo baci e riversa piombi già! Rendimelo pe 'l bacio d'agonia!".

 

Accorsi Sara, Le donne estensi.Donne e cavalieri, amori, armi e seduzioni, Cirelli&Zanirato, Ferrara 2009 (2. ed.)

Parisina : tragedia lirica, testo di D'Annunzio Gabriele, musiche di Mascagni Pietro, prima esecuzione 15 gennaio 1913, Milano

Polastri Menni Marco, La Parisina di Mascagni/D'Annunzio e la Parisina di Donizetti/Romani, Conferenza del 07/06/2017

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