Donne di Casa d'Este. Renata di Francia: isolata da Ercole, apprezzata da Calvino.

Donne di Casa d’Este: intrighi e curiosità nelle segrete stanze delle dame estensi

La rubrica di Sara Accorsi

Isolamento. Un termine divenuto, nostro malgrado, molto utilizzato in questo periodo. Anche Renata di Valois-Orleans, meglio nota come Renata di Francia (1510-1575), venne isolata. Fu allontanata dal Castello ducale, dove era entrata nel 1528 come sposa di Ercole II d'Este e inviata nei palazzi quattrocenteschi di Casa d'Este per questioni di fede. La pia immagine che ritraeva Renata fanciulla inginocchiata in preghiera sotto 'La Salutation de l'ange ala vierge Marie' venne del tutto cancellata dalle nuove amicizie che in breve tempo animarono il circolo della duchessa. Quel circolo, che svolse un ruolo fondamentale per la formazione e lo studio delle figlie Anna, Lucrezia e Leonora, divenne in realtà la porta di accesso alle tesi riformate del Nord Europa. Se nel 1530, in un ballo a corte, Renata mostrò già i primi segnali di autonomia adornandosi non alla moda portoghese, come le altre dame, ma alla moda d'Oltralpe, palese fu poi l’oltraggio agli Este quando più tardi, nel 1536, Giovanni Calvino fu addirittura ospitato da Renata al Castello. Ercole non poteva permettere che la fede della moglie compromettesse la sicurezza del potere e dei confini estensi e così decise prima di trasferire la duchessa a Palazzo San Francesco (oggi Palazzo dell'Università) e poi di farle lasciare la città donandole nel 1540 la delizia di Consandolo. Quel luogo sorto per volere di Niccolò III d'Este a difesa del confine bolognese, servì ad Ercole per difendere Ferrara dalle colpe eretiche della duchessa. L'isolamento però non bastò, né bastarono i teologi inquisitori chiamati da Ercole per riportare la moglie al cattolicesimo, né l'intervento dei reali francesi. Il duca non riuscì ad evitare l'evidenzia che "nostra Moglie sia tacchiata di tale machia” e nel 1554 Renata venne allontanata dalle figlie, privata delle sue letture riformate, incarcerata a corte per 3 giorni e processata per eresia. Abiurò e partecipò alla messa, forse per amore di madre più che per dovere di duchessa, tanto che di lì a breve nei suoi palazzi continuarono a giungere donne e uomini dell'enclave calvinista e continuò la sua fitta corrispondenza con Calvino che nel 1564 scrisse a Renata di avere "grandemente apprezzare le vostre virtù.”

Donne di Casa d'Este. Renata di Francia: isolata da Ercole, apprezzata da Calvino.