Donne di Casa d'Este. Maria Beatrice Vittoria: grande per regio sangue

Donne di Casa d’Este: intrighi e curiosità nelle segrete stanze delle dame estensi

La rubrica di Sara Accorsi

Per il suo ingresso in Casa d'Este fu necessaria la dispensa papale di Pio VII: Maria Beatrice Vittoria di Savoia (1792-1840) era infatti destinata a sposare lo zio, che sarebbe divenuto duca Francesco IV. La madre della sposa, Maria Teresa, era uscita nel 1789 da Modena per andare in sposa a Vittorio Emanuele I di Savoia e proprio per le terre di Casa Savoia nel 1812 Francesco fece ricadere la scelta sulla nipote.

Erano tempi di affanno per le corti italiane, tempi di esìli prima per la discesa di Napoleone, poi per i moti rivoluzionari. Nel 1798, a soli sei anni, Maria Beatrice lasciò il Palazzo Reale di Torino e dopo una sosta nelle terre laziali e campane, si imbarcò per Cagliari, trasferendosi con la famiglia in un palazzo molto meno maestoso di quello torinese, ma che le permise di ricevere un'educazione raffinata. Suo maestro di disegno fu Giuseppe Verani, pittore di corte, la cui moglie Monica divenne la sua "camerista". E' la stessa Monica a raccontare nel suo diario che la principessa “quando s’incominciava a parlare di matrimonio piangeva, e mi dava a conoscere la ripugnanza che aveva per quel matrimonio, dicendomi che non trovava altro piacere, che quando era in sua camera a prendere la lezione di disegno”. Nonostante fosse questo il sentimento della futura Duchessa prima delle nozze del 20 giugno del 1812, ciò non le impedì, in seguito, di scoprire la gioia piena del matrimonio. Era stata scelta per le terre che portava in dote, ma mai si interessò del potere tanto da scrivere alla sorella Amalia: "Io, principessa, privata, povera e abbietta, che esule domando ospizio nei tuoi Stati. E ti dico il vero, che se non avessi marito e figlioli ringrazierei la rivoluzione d'avermi portato via il trono". Morì prematuramente il 16 settembre del 1840, in esilio nella padovana Villa del Catajo, a causa di una malattia polmonare, lasciando il duca Francesco "col cuore ulcerato per l'incorsa sventura" e tutta la città rese omaggio per giorni a colei che lo stesso Papa definì "Casa della Religione e della Virtù".

 

Accorsi Sara, Le donne estensi. Donne e cavalieri, amori, armi e seduzioni, Cirelli&Zanirato, Ferrara 2009 (2. ed.)

Ladogana Rita, Giuseppe Verani artista alla corte sabauda - vita e imprese in un manoscritto inedito (1800-1815), Ilisso, Nuoro 2015

Memorie ed omaggi funebri per la morte dell'arciduchessa Maria Beatrice Vittoria di Savoja, d'Austria D'Este, pei tipi della camera, Modena 1841

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