Donne di Casa d’Este. Maria Beatrice Ricciarda: Si sposi si sposi purché gli Este riacquistin vita!

Donne di Casa d’Este: intrighi e curiosità nelle segrete stanze delle dame estensi

La rubrica di Sara Accorsi

“Viva viva questo giorno che dà pace al nostro cor”. Così cantavano sul gran finale tutti i protagonisti del dramma giocoso Il matrimonio per industria, da rappresentarsi nel nobile Teatro di Varese l'autunno dell'anno 1793. Nella dedica dell’opera l’arciduchessa Maria Beatrice Ricciarda (Modena, 6 aprile 1750 – Vienna, 14 novembre 1829) è appellata principessa di Modena e duchessa di Massa, mentre per l’arciduca Ferdinando è lunga la lista delle qualifiche: Arciduca d'Austria, Duca di Borgogna e di Lorena, Cesareo Reale Luogo Tenente, Governatore e Capitano Generale nella Lombardia Austriaca. Tanti erano infatti i titoli che vantava colui che fu scelto prima che come sposo di Maria Beatrice Ricciarda d'Este, nipote del Duca Francesco III, come prosecutore della Casa d’Este. Vista l’irrecuperabile ripugnanza tra il figlio Ercole e la sua sposa Maria Teresa Cybo Malaspina, il duca non poté far altro che decidere in quali mani (non più estensi) affidare la propria casata: l’assenza di eredi maschi, necessari per la vigente legge salica della linea maschile del potere, lo indusse a consegnare i sei secoli di storia della propria casata alla famiglia imperiale austriaca, dopo un vano tentativo di accordo con la corona inglese. Così fin da piccola Maria Beatrice Ricciarda venne educata a diventare la nuora di Maria Teresa d’Austria, nonché cognata di Maria Antonietta regina di Francia. Fu proprio la suocera Maria Teresa a organizzare le nozze a Milano, nel giorno del proprio onomastico, il 15 ottobre del 1771. Teatro dello sposalizio fu proprio la capitale lombarda e Giuseppe Parini descrisse i dettagli delle feste nuziali, a partire dalla “immensa folla del popolo spettatore che tra le tenebre della cadente notte veniva rischiarata dalla grande massa della luce per mille parti dalla quantità delle fiaccole”, proseguendo con il duomo, luogo scelto per la celebrazione delle nozze, ampiamente decorato di damasco color cremisi, di festoni d’oro e d’argento e con le successive giornate di festeggiamenti. Le celebrazioni proseguirono infatti fino al 30 ottobre, tra corse di carrozze, corse di cavalli berberi, rappresentazioni, balletti e banchetti, tra momenti dedicati alla più alta nobiltà e momenti per tutta la città come la mirabile illuminazione notturna di Corso di Porta Orientale, diretta dall’architetto Giuseppe Piermarini. La nuova coppia nuziale fu presente ad ogni occasione e “la cotidiana manifestazione delle virtù” degli sposi fu “l'oggetto della comune meraviglia e consolazione” (Parini). L’assenza di eredi maschi nel Cinquecento sottrasse agli Estensi Ferrara. Due secoli dopo l’aquila estense spostò il proprio nido nella casa imperiale d’Austria per continuare a volare. Al prossimo episodio per il prosieguo della vita di Maria Beatrice Ricciarda, nelle diverse vicende tra Lombardia, Emilia e Toscana, oggi zone di delicati confini diversamente colorati...

 

Accorsi Sara, Le donne estensi. Donne e cavalieri, amori, armi e seduzioni, Cirelli&Zanirato, Ferrara 2009 (2. ed.)

ASTOLFI PIETRO, Il matrimonio per industria : dramma giocoso per musica …, Per Giovanni Battista Bianchi, Milano, 1793

PARINI GIUSEPPE, Descrizione delle feste celebrate in Milano per le nozze delle LL. Altezze Reali l'arciduca Ferdinando d'Austria e l'arciduchessa Maria Beatrice d'Este in Opere, Tipografia Corbetta, Monza 1836

Nell'immagine: "Ritratto di Maria Teresa Ricciarda d'Este", Anton von Maron, 1772, Reggia di Versailles - Di Bottega di Anton von Maron - Opera propria, Jebulon, 25 maggio 2011, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15484609

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