Donne di Casa d'Este. Lucrezia de' Medici: tutti i sorrisi cessarono insieme.

Donne di Casa d'Este:  intrighi e curiosità nelle segrete stanze delle dame estensi   

La rubrica di  Sara Accorsi

Arrivò a Ferrara nel febbraio del 1560, due anni dopo le nozze. Il suo sposo, Alfonso II d'Este non avrebbe nemmeno dovuto sposare lei. Lucrezia de' Medici (1544-1561) aveva infatti sostituito la sorella Maria nella trattativa matrimoniale tra Firenze e Ferrara. La sostituzione si era resa necessaria dato l'importante obiettivo del contratto matrimoniale: attenuare le tensioni in corso in Italia tra Spagna e Francia. Proprio dalla Francia Alfonso avrebbe voluto che arrivasse la sua sposa, dalla famiglia dei Valois, ma il duca Ercole optò per i Medici e scelse la figlia di Cosimo ed Eleonora da Toledo. Quando il 13 aprile del 1558 fu firmato il contratto matrimoniale, Lucrezia aveva da poco compiuto 14 anni e, quando Alfonso la raggiunse a Firenze a maggio, sua suocera Eleonora tentò di dissuaderlo dal consumare la notte nuziale dato che la "non havea anchora le sue purgationi " . Alfonso non ascoltò le richieste della suocera, così come non ascoltò suo suocero Cosimo quando gli chiese di non partire per la Francia dopo soli 3 giorni dalle nozze. E certo non lo fece per la cortesia di attendere lo sviluppo di Lucrezia: si dimenticò a tal punto della sua sposa che l'ambasciatore ferrarese a Firenze dovette scrivergli "bisogna che impariate di far un poco d'amore, almeno in scritto, se non lo volete fare con effetto "Nella primavera del 1559, Alfonso era ancora in Francia e il duca Ercole fu informato del fatto che Lucrezia desiderava di "uscir di mano dalla matre". D'altronde Lucrezia aveva a corte un esempio di matrimonio ben vissuto, il carteggio tra Cosimo ed Eleonora attesta la loro complicità e il loro amore. Dovette accadere una tragedia per spingere Alfonso a rientrare in Italia: il duca Ercole morì il 3 ottobre del 1559. Alfonso divenne duca a novembre, ma attese ancora fino a febbraio per giungere a corte Lucrezia. Finiti i festeggiamenti, prima, Lucrezia fu colta da febbri stagionali, poi, Alfonso partì per Roma per omaggiare il Papa. Nell'autunno successivo si ammalò di nuovo e le febbri “Continue, gagliarde e agitate” non le diedero scampo. La sua salute andava peggiorando a tal punto che il duca Alfonso non voleva che stesse sola e i genitori Cosimo ed Eleonora mandarono a Ferrara il loro medico di fiducia. Le febbri ardenti e continuate, i deliri frequenti e la tosse secca e ostinata cessarono soltanto il 21 aprile del 1561 quando alle 21 Lucrezia morì. Un'uscita di scena silente, come tale era stato il suo passaggio a Ferrara. La sua acerba timidezza resta fissata nel ritratto del Bronzino, oggi conservato agli Uffizi, e il sospetto della morte per avvelenamento è stato reso in letteratura da Robert Browning nel 1842 nel poema  My last duchess, in cui un duca, mostrando il bellissimo ritratto della propria moglie, racconta che “i sorrisi  cessarono tutti allo stesso tempo ”.

Accorsi Sara,  Le donne estensi. Donne e cavalieri, amori, armi e seduzioni , Cirelli & Zanirato, Ferrara 2009 (2. ed.)

Biondi Grazia,  Lucrezia de 'Medici, duchessa di Ferrara  in Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 66 (2006)

Paoli, Maria Pia,  Di madre in figlio. Per una storia dell'educazione alla corte dei Medici , in "Annali di storia di Firenze", III, (2008), pp. 65-145

Nell'immagine seguente: "Ritratto di Lucrezia de' Medici" attribuito a Alessandro Allori e aiuti, olio su tela, 1560, North Carolina Museum of Art - Sconosciuta, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1202867

Donne di Casa d'Este. Lucrezia de' Medici: tutti i sorrisi cessarono insieme.