Donne di Casa d'Este. La sapienza diplomatica di Maria Farnese

Arrivò alla corte estense nel 1631 come ottimo risultato diplomatico. Maria Farnese (Parma, 18 febbraio 1615 – Sassuolo, 25 giugno 1646), figlia del defunto Ranuccio Farnese e di Margherita Aldobrandini, arrivò a Modena nel cuore dei delicati assetti politici tra gli Estensi filo-spagnoli e i Farnese filo-francesi.

Il gesuita Rhò, che avrebbe scritto il suo epitaffio, lodando la sapienza diplomatica di Maria arrivò perfino ad auspicare che si ergesse ai confini di entrambi gli stati (Modena e Parma) una statua con le sue sembianze. “Alla lontananza del suo signore supplì di sorte la duchessa”, che nonostante la giovane età, era spesso chiamata a reggere il Ducato in sostituzione del marito Francesco I. Maria si dimostrò duchessa capace di mitigare l'impazienza dei sudditi, di amministrare la giustizia e di proseguire la grande opera di rendere Modena degna capitale.

Se nel cuore estense ancora brillava qualche speranza di rientrare a Ferrara, i duchi Francesco I e Maria avviarono senza risparmi i grandi lavori a Palazzo Ducale, grazie all'architetto Girolamo Rainaldi. Elessero Sassuolo a loro dimora dal 1638, trasformando la rocca duecentesca in un Palazzo degno di esser detto Ducale. Proprio alla presenza di Maria si devono la Camera dell’Innocenza e quella della Fede Maritale. Nella residenza di Sassuolo, Maria scelse come luogo di ritiro la Camera dell'Innocenza e nella frescura estiva della Camera di Giove, Maria e Francesco pranzavano insieme, condividendo pensieri della vita familiare arricchita dall'arrivo di ben 12 figli. Ma il dodicesimo parto le fu fatale. Sua sorella Vittoria sposò nel 1648 Francesco I, con nozze discrete dovute alla tristezza della sostituzione. La morte di Maria parve generare sulla casa d'Este-Farnese un'onda lunga di dolore: la sorella Vittoria morì anche lei partorendo un anno dopo le nozze con il duca (1649) e la figlia di Maria, Maria d’Este, sposò Ranuccio II Farnese, sostituendosi all'improvvisa morte di sua sorella Isabella. Una triste scia che fece dimenticare “il vigore di quello spirito, la capacità di quella mente, la saldezza di quel giudizio”, che fecero di Maria una giovane eppure matura duchessa.

 

Accorsi Sara, Le donne estensi.Donne e cavalieri, amori, armi e seduzioni, Cirelli&Zanirato, Ferrara 2009 (2. ed.)

Rho Giovanni, Delle lodi della serenissima Maria Farnese Estense duchessa di Modana. Orazione del P. Giouanni Rhò della Compagnia di Giesù. Recitata da lui nelle solenni esequie celebrate a S.A. dal serenissimo Francesco d'Este duca di Modana. A' 29. ottobre 1646, In Modana, per Giulian Cassiani stampator ducale

Sirocchi Simone, Parigi e Modena nel Grand Siècle. Gli artisti francesi alla corte di Francesco I e Alfonso IV, Università degli Studi di Trieste - Ricerche e Documenti d’Arte 3 (tesi di dottorato - Università di Bologna in co-tutela con l’École Pratique des Hautes Études di Parigi-a.a. 2013-2016)

 

 

Donne di Casa d'Este. La sapienza diplomatica di Maria Farnese