Donne di Casa d'Este. La dignità di Maria Teresa Cybo-Malaspina

Donne di Casa d’Este: intrighi e curiosità nelle segrete stanze delle dame estensi

La rubrica di Sara Accorsi

Di lei ancora si parla nelle alte sedi dello Stato italiano in forza dell'editto che pubblicò nel 1751. In Gazzetta Ufficiale o nelle discussioni alla Camera dei Deputati non mancano, infatti ancora oggi note su Maria Teresa Cybo-Malaspina (1725-1790) circa la controversa proprietà delle famose cave di marmo di Carrara: come accade oggi, anche al suo tempo furono quelle terre toscane a far parlare di lei.

Figlia di Ricciarda Gonzaga, discendente dei conti di Novellara e di Alderano I Cybo-Malaspina duca di Massa, Maria Teresa portava una dote territorialmente interessante, soprattutto per un ducato d'entroterra che non godeva di alcuno sbocco sul mare. Fu proprio per questo che il duca Francesco III nel 1738 siglò il patto di matrimonio tra lei ed il figlio Ercole, assicurando così alla Casata d'Este l'accesso al mar Tirreno e l'apertura della celebre Via Vandelli.

Il matrimonio fu celebrato nel 1741 e per Maria Teresa fu l'inizio di un vero disastro. Se suo suocero Francesco aveva fatto parlare di sé per le dissennate voglie parigine della moglie Carlotta, suo marito Ercole non mancava occasione pubblica per definirla come moglie "difficile a scendere dai suoi impuntamenti". Maria Teresa, di due anni più grande di Ercole, era di certo molto diversa dal marito: ai modi aristocratici di lei, lui rispondeva utilizzando il dialetto anche per dare ordini a corte; ai tentativi di lei di mantenere almeno un rapporto decoroso, “una felice corrispondenza”, lui rispondeva frequentando senza nascondimenti altre donne, su tutte la sua favorita Chiara Marini, attrice di teatro e cantante. All'irrispettoso atteggiamento del marito si unì anche l'urgenza di suo suocero Francesco affinché la casata d'Este avesse un erede: nel 1750 era nata la primogenita Maria Beatrice Ricciarda e nel 1753 nacque Rinaldo, che morì però poco dopo.

Perduta la speranza per la successione, si alzava la tensione con il marito che arrivò a dichiarare di esser preso da “violenti effetti interni” al solo vedere la moglie e di provare una “irrecuperabile ripugnanza”. Così Maria Teresa decise di trasferirsi prima a Reggio e poi a Massa, dove 250 anni fa anni fondò l'Accademia delle Belle Arti. Nel 1780, alla morte del duca Francesco, divenne l'ultima duchessa d'Este, ma non volle Modena nemmeno per la sepoltura: nel santuario della Madonna della Ghiara, a Reggio Emilia, resta il monumento di lei che “pia, benefica et magnanima vixit”.

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