Donne di Casa d’Este. Eleonora d'Aragona: le fatiche di chi ha marito e Stato

Donne di Casa d’Este: intrighi e curiosità nelle segrete stanze delle dame estensi

La rubrica di Sara Accorsi

"De l'alta stirpe d'Aragona antica non tacerò la splendida regina [...] eletta madre a partorir la bella progenie": così Ariosto tratteggiò la figura di Eleonora d'Aragona (1450-1493), figlia del Re Ferdinando e di Isabella Chiaramonte, che, dopo una lunga trattativa per esser inviata in sposa agli Sforza di Milano, nel 1472 fu scelta per Ercole d'Este. Partì da Napoli il 24 maggio del 1473 e giunse a Ferrara il 3 luglio, scegliendo l'oro per l'abito, per la corona e per il baldacchino e mostrando la propria posizione con un corteo che contava 200 persone e 11 accompagnatori personali. Eleonora giunse a Ferrara ben consapevole del compito che l'aspettava: tra i suoi educatori rivestì un ruolo centrale Domenico Carafa, che per lei compose in volgare italiano 'I doveri del principe'. Il titolo, successivamente attribuito, fece perdere all'opera il legame con Eleonora, ma quel vademecum venne appositamente composto per accompagnare la sua vita da duchessa a Ferrara. "Savio non chi conosce il bene dal male, ma chi conosce di due beni il maggiore e di due mali il minore", "le savie persone non aspettano la piena per sistemare il margine del fiume, quelle non savie vogliono provvedere poi": Carafa consegnò ad Eleonora consigli pratici sul governo dello stato, della giustizia e dell’amministrazione. Lei ne fece buon uso nelle numerose occasioni in cui dovette prendere decisioni insieme ai consiglieri di Stato, mentre il marito Ercole era impegnato nella battaglia con Venezia. Fu lei a far fronte alla congiura contro Ercole, lei a nominare nuovi amministratori; fu lei ad ammonire "cum le dolce e cum le brusche" i disordini e le scorrerie causate dai soldati ai danni di alcune zone e ad inviare nel Polesine di Rovigo un ambasciatore per non far sentire sola la popolazione. Non mancò di attenzioni verso i figli, esigendo per loro la ricca educazione che lei stessa aveva avuto, costruendo per loro, con grande capacità diplomatica, matrimoni che diedero lustro e centralità alla Casa d'Este: scelse i Gonzaga per Isabella, Milano per Beatrice e per Alfonso, il soglio cardinalizio per Ippolito. E proprio alla figlia Isabella, già marchesa a Mantova, scrisse "Chi ha marito et stato bisogna che habi de le fatiche".

Accorsi Sara, Le donne estensi.Donne e cavalieri, amori, armi e seduzioni, Cirelli&Zanirato, Ferrara 2009 (2. ed.)

Guerra Enrica, Eleonora d’Aragona e I doveri del principe di Diomede Carafa: l’esercizio del governo tra realtà e precettistica in Annali dell'Università di Ferrara - Sezione storia, 2005, 2

Donne di Casa d’Este. Eleonora d'Aragona: le fatiche di chi ha marito e Stato