Donne di Casa d’Este. Caterina de' Vigri: "la mattina di Pasqua era tanto bella che pareva gettasse raggi"

Donne di Casa d’Este: intrighi e curiosità nelle segrete stanze delle dame estensi

La rubrica di Sara Accorsi

 

Anche colei che nel 1712 Papa Clemente XI innalzò alle glorie degli altari col titolo di Santa Caterina da Bologna e che ancora oggi accompagna la vita delle sorelle clarisse seduta sul suo scranno nella Chiesa del Corpus Domini di Bologna, fu donna di Casa d'Este.

Caterina de' Vigri (1413-1463) nacque a Bologna, città della madre Benvenuta Mammolini, e presto si trasferì a Ferrara, città del padre, Giovanni de’ Vigri, impegnato in attività diplomatiche a servizio di Niccolò III d'Este. Grazie al prestigioso ruolo del padre, Caterina poté entrare nella corte poco più che bambina come damigella. Era la corte ravvivata dai gusti raffinati della Signora Laura Malatesta, alias Parisina, donna attenta alle arti, alle raffinate commissioni di libri e strumenti, all'educazione delle figlie proprie e di quelle delle amanti del marito, come Margherita. Fu proprio vicino a Margherita che Caterina visse i suoi anni nella cultura di corte, fino a che non decise di entrare in un gruppo di altre nobili ferraresi consacrate a Dio e di dedicarsi ad una vita secondo la regola francescana di Santa Chiara di Assisi. Nei quasi trent'anni passati nel Monastero del Corpus Domini, Caterina fece risplendere la propria vocazione nella sua autobiografia spirituale, il  trattato 'Le Sette armi spirituali', da lei descritto come "piccola opera fatta, con l'aiuto divino, dalla minima cagnola latrante sotto la mensa delle eccellenti e delicatissime serve e spose dell'immacolato agnello Cristo Gesù, suore del monastero del Corpo di Cristo in Ferrara". I preziosi consigli verso le compagne furono intessuti da Caterina tra capilettera e miniature del volto di Cristo, lavorati con la maestria dei raffinati ricami visti a corte. 'La buona fama delle Clarisse di Ferrara' la portò a trasferirsi a Bologna, dove resse quel monastero in cui morì il 9 marzo del 1463. Fu sepolta nella nuda terra, ma, dopo 18 giorni, le sorelle ottennero il permesso di dissotterrarla tanti erano i prodigi che accadevano e dopo averla contemplata nel Venerdì Santo la vollero rivedere durate la notte della Resurrezione ritrovandola "di aspetto bellissimo e gioioso".

 

Accorsi Sara, Le donne estensi.Donne e cavalieri, amori, armi e seduzioni, Cirelli&Zanirato, Ferrara 2009 (2. ed.)

Bembo Illuminata, Ristretto dello Specchio d'Illuminazione, Clarisse di Ferrara, Ferrara 1978

Donne di Casa d’Este. Caterina de' Vigri: