Donne di Casa d'Este. Carlotta Aglae d'Orleans, un tornado di pettegolezzi

Nella rigorosa Modena del Duca Rinaldo, non ci fu più pace dopo il suo arrivo.

Carlotta Aglae d'Orleans (22 ottobre 1700 - 16 gennaio 1761), figlia del reggente del trono di Francia, non perdonò a nessuno di averla mandata in sposa a Francesco d’Este, figlio del Duca Rinaldo, lontano da Parigi in quella Modena la cui corte era inadatta al suo stile di vita.

Fu segnalata al Duca Rinaldo dal suo ambasciatore Benedetto Selvatici, anche lui caduto nelle trame ammaliatrici di Carlotta, che dichiarava essere la giovane parigina tanto bella da far chiudere le orecchie ai pettegolezzi. La caparbietà della giovane era già nota tanto che perfino sua nonna paterna mise in guardia il Duca Rinaldo affinché scegliesse un'altra moglie per l'erede Francesco, descrivendola come bugiarda, inaffidabile e scriteriata. Parole cadute nel vuoto perché Rinaldo voleva l'alleanza con la Francia. Il 12 febbraio 1720 Francesco e Carlotta divennero sposi, ma pur di non abbandonare Parigi, pur di ritardare il distacco, Carlotta si lasciò addirittura contagiare dalla rosolia.

Entrò a Modena 4 mesi dopo, in giugno, con un corteo di 150 persone e 800 cavalli. Eccessivo il corteo, eccessiva la vita alla corte estense. Per abbellire l'austero palazzo di Reggio Emilia in cui lei e Francesco vissero i primi anni, prima di trasferirsi alla Reggia di Rivalta, costrinse il marito a forzare le porte del Palazzo di Sassuolo per acquisire quanto di più sfarzoso ed elegante ci fosse e il suo stile di vita non fu scalfito nemmeno dalla scomparsa di ben quattro figli.

Tornata a Parigi per una visita, si gustò a tal punto la città che non tornò a Modena neanche in occasione della morte del suocero Rinaldo. A Modena avviò un teatro d'opera dotato di corpo di ballo e si interessò poi così poco delle nozze del figlio erede al Ducato Ercole III con Maria Teresa Cybo Malaspina che, mentre il figlio confidava l'irrecuperabile ripugnanza che provava verso la moglie, Carlotta alla nuora scriveva perfetto è il mio contento per l'affezione tra i due sposi.

Le abitudini della francese non passarono inosservate nemmeno a Genova dove il maestro di Cerimonie della città annotava che [Carlotta] non andava a piedi, e si asseriva che pure in casa si facesse portare da una stanza all'altra con sedia d'appoggio; mangia assai bene, gioca e dorme e questo è il suo vivere giornale tanto che il Duca Francesco non mancò di andare a volte a recuperarla all'alba in casa di qualche nobile modenese, anche solo per essersi intrattenuta a giocare d'azzardo sul tavoliere da biribisso!

 

Accorsi Sara, Le donne estensi. Donne e cavalieri, amori, armi e seduzioni, Cirelli&Zanirato, Ferrara 2009 (2. ed.)

Ascari Tiziano, CARLOTTA AGLAE d'Orléans, duchessa di Modena e Reggio in Dizionario Biografico degli Italiani, v.20, Istituto dell'Enciclopedia italiana, Roma 1977, p.407-409

Spigolature e Notizie in GIORNALE STORICO E LETTERARIO DELLA LIGURIA, VIII (1907) 1-2-3, p.465

 

 

 

Donne di Casa d'Este. Carlotta Aglae d'Orleans, un tornado di pettegolezzi