Donne di Casa d’Este. Anna d’Este: tra omicidi e lotte in una France italienne

Donne di Casa d’Este: intrighi e curiosità nelle segrete stanze delle dame estensi   

La rubrica di Sara Accorsi

Era l’11 febbraio del 1549 quando Anna arrivò a Parigi. Anna d’Este (16 novembre 1531 - 17 maggio 1607) era figlia di Ercole II d’Este e di Renata di Francia, era quindi la figlia di quella duchessa che venne posta a interrogatorio dell’Inquisizione, rea di aver portato a Ferrara le persone e le “scritture che parlano in materia di lutheranesimo”. Proprio per questa figlia, educata quindi in una corte considerata roccaforte della Riforma in Italia, il padre volle un matrimonio che riallacciasse i rapporti con la cattolicità, con il Papato, e che ponesse Ferrara in un nuovo quadro internazionale. Non fu sufficiente quindi un possibile sposo come Orazio Farnese nipote di papa Paolo III e non fu sufficiente neanche Sigismondo di Polonia; ciò che serviva era François de Lorraine, duca di Aumale ed erede di Claude, duca di Guise, esponente di un cattolicesimo oltranzista. Anna lasciò Ferrara nel 1548, dopo le nozze celebrate a settembre a Ferrara e a dicembre a Saint Germain-en-Laye, poco a nord di Parigi. Tanto bella da esser celebrata dai poeti, Anna divenne preziosa al marito per il suo operato. Nel 1550 divenne madre, donando subito l’erede alla casata Guise e, mentre diede alla luce altri 5 figli maschi e 1 femmina, attenta al prestigio della casata che l’aveva accolta, seppe intessere rapporti epistolari importanti con la regina di Francia Caterina de’ Medici, con la Regina di Scozia Maria Stuarda e con il padre e il fratello estensi a Ferrara. Se le posizioni religiose della madre di Anna erano state motivo di contrasti a Ferrara, in Francia Anna conobbe il dolore delle stragi e degli agguati. Il marito fu a capo nel marzo del 1562 di una strage contro gli ugonotti, durante la quale Anna chiese di aver almeno pietà delle donne incinte. L’esito della strage fu l’uccisione del marito nel febbraio del 1563. Anna investì le sue energie per tentare di vendicare la famiglia, avendo ben chiaro che l’omicidio avesse un colpevole: Gaspard de Coligny. Seppe attendere sei anni, sei anni di lunghe trattative con la regina Caterina e il re Enrico, con i propri figli, meditando prima di essere lei stessa a ucciderlo, poi valutando che in quel momento, di fronte al proprio nemico, avrebbe potuto non riuscire a colpirlo a morte e quindi decise di affidarsi a un sicario. Anche il sicario però nella notte del 22 agosto del 1572 sbagliò il colpo, ferendo soltanto il de Coligny, che alla fine morì la notte dopo durante la seconda strage degli ugonotti.

Rimase di nuovo vedova nel 1585 di Jacques de Savoie, duca di Nemours, uomo d'arme da sempre legato ai Guise, che aveva sposato nel 1566 e da cui aveva avuto due figli, e conobbe di nuovo la vendetta ugonotta. Il figlio Enrico venne assassinato nel dicembre del 1588 su mandato di Enrico III, figlio di Caterina de’ Medici, e lei stessa venne fatta prigioniera, per precauzione. Il suo ruolo in Francia, infatti, non era ancora concluso...

 

Accorsi Sara, Le donne estensi. Donne e cavalieri, amori, armi e seduzioni, Cirelli&Zanirato, Ferrara 2009 (2. ed.)

SANFILIPPO MATTEO, ESTE, Anna d', in Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 43 (1993)

Nell'immagine: "Ritratto di Anna d'Este duchessa di Guise e Nemours", seconda metà XVI secolo, olio su tavola, 32x23 cm, Versailles - Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3388341

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