Donne di Casa d'Este. Alisia: figlia, madre e nonna di prigionieri.

Donne di Casa d’Este: intrighi e curiosità nelle segrete stanze delle dame estensi   

La rubrica di Sara Accorsi

Dei suoi natali si conosce ben poco, ma quel che pare assodato è che Alisia d’Antiochia sia nata dal crociato Rinaldo di Chatillon e da Costanza di Antiochia. Il padre era di origini francesi, appartenente alla stessa famiglia dei “di Chatillon” che aveva dato le origini anche a Papa Urbano II. Nel 1147 Rinaldo partì per la Seconda Crociata e, dopo esser entrato alla corte di Costanza d’Antiochia, la sposò nel 1153. Il matrimonio fu malvisto dall’allora re di Gerusalemme, Baldovino III e dal Patriarca di Antiochia Aimery di Limoges. L’azione spregiudicata del padre di Alisia nelle terre abitate da crociati, bizantini e musulmani lo espose alla cattura da parte dei Saraceni che lo imprigionarono per diciassette anni. Una volta liberato, riprese con lo stesso vigore tanto da essere ucciso dallo stesso Saladino.

Nella casata estense Alisia entrò nel febbraio del 1204 con il matrimonio con Azzo VI d’Este celebrato nella Chiesa di Santa Maria di Gemona. Erano gli anni complessi in cui gli estensi avevano ancora numerose famiglie rivali nelle terre venete, in quelle emiliane e in quelle marchigiane e così quella dote di 2000 marchi d’argento che Alisia aveva portato nelle casse estensi fu presto investita in battaglie. Nel 1212 Azzo VI morì e gli successe nel ruolo di podestà il figlio Aldobrandino avuto in un precedente matrimonio. Alisia non era sua madre, ma gli fu così fedele alleata che proprio per sostenere le sue battaglie nel Polesine e nella Marca anconetana, consegnò il proprio figlio Azzo Novello, di solo 7 anni, in pegno ai banchieri fiorentini. Anche Aldobrandino però morì nel 1215. Consapevole del ruolo che quella morte le chiedeva, Alisia s’impegnò a reggere il potere in attesa che il figlio crescesse e fu lei stessa a firmare gli atti notarili della casata estense tra il 1219 e il 1222. Le cronache del tempo ci riportano questo tenzone trovadorico riguardo l’ascesa di Azzo Novello al potere:

“Aimeric, che ve ne pare di questo nuovo marchese?”

“Guillem Raimon, mi sembra proprio quello che è”

”Aimeric, preferirei che vi sembrasse meglio”  

“Guillem Raimon, anch’io [lo preferirei], se fosse possibile”

“Aimeric, vorrei che fosse come il buon padre o il fratello”

"Guillem Raimon, anch’io, ma è figlio di sua madre”.

Questa non celata critica ad Alisia riguardava proprio le difficoltà finanziarie della casata d’Este, ma è pur vero che Alisia riuscì nel 1216 a riscattare il figlio dai banchieri fiorentini e che Azzo VII riuscì a affermare il dominio estense su Ferrara. Poco probabile che Alisia fosse ancora viva quando il nipote Rinaldo nel 1251 fu fatto prigioniero nella Puglia di Federico II, certo è che tutti gli uomini della sua stirpe conobbero la prigionia.

Accorsi Sara, Le donne estensi. Donne e cavalieri, amori, armi e seduzioni, Cirelli&Zanirato, Ferrara 2009 (2. ed.)

Gatti Luca, Guillem Raimon · Aimeric de Pegulhan, N’Aimeric, qe·us par d’aqest novel marqes? (BdT 229.2 = 10.35) in Rialto: Repertorio informatizzato dell’antica letteratura trobadorica e occitana.

RIGHI LAURA, La documentazione di Feudi, usi, livelli e censi: buste 1 e 2 (1198- 1318) in Quaderni Estensi, V (2013) <http://www.quaderniestensi.beniculturali.it> 

Nell'immagine seguente: Badia Polesine il sarcofago che contenne i resti di Azzo VI d'Este e della moglie Alice di Chatillon sito nella piazza antistante l'Abbazia della Vangadizza - Di Threecharlie - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15114052

Donne di Casa d'Este. Alisia: figlia, madre e nonna di prigionieri.